La Russa: “Se un ragazzo fa il gesto della pistola, il problema è il clima d’odio”

21 Mar 2024 16:23 - di Sveva Ferri
la russa gesto della pistola

Non sottovalutare i segnali, ma non drammatizzare le situazioni e, anzi, lavorare per smorzarle. Ignazio La Russa è tornare a lanciare il suo doppio appello contro l’inasprimento di un clima che per certi versi ricorda gli anni ’70, ma che proprio alla luce della lezione appresa da quella stagione può e deve avere un esito diverso. Lo ha fatto soffermandosi in particolare sul caso dello studente romano che al Senato ha fatto il gesto della pistola contro il premier Giorgia Meloni e sugli episodi di intolleranza che si sono registrati in diverse università.

La Russa: “Il clima d’odio fa ritenere a un ragazzo normale il gesto della pistola”

Intervistato da Bruno Vespa nella trasmissione Cinque minuti, della quale sono state rilasciate alcune anticipazioni, La Russa è tornato sulla vicenda del gesto della pistola, spiegando perché, dopo aver letto in Aula la lettera di scusa della preside del Righi, ha voluto “spezzare una lancia” per il ragazzo, chiedendo che la punizione non fosse “eccessiva”. “Mi sono permesso di dire non punitelo troppo perché credo che la responsabilità del ragazzo ci sia, anche se sei minorenne sei responsabile, fino a un certo punto almeno, dei tuoi atti. Ma io credo – ha aggiunto – che sia il clima esterno che lo ha indotto a ritenere normale, ospite al Senato, di fare il gesto della pistola verso il presidente del Consiglio”.

L’avvertimento sui “cattivi maestri”

“Il problema – ha avvertito il presidente del Senato – sta lì, nel clima di odio. Anche senza volerlo, certe parole e atteggiamenti, che vengono da quelli che una volta si chiamavano cattivi maestri, non voglio fare il paragone con chi oggi ha più responsabilità, possono indurre un ragazzino a ritenere normale” quel gesto. Un’analisi, quella di La Russa, che in fondo trova conferma nella parole dello stesso studente, il quale, pur riconoscendo di aver fatto “una cavolata”, ha derubricato il suo gesto ad atto di “dissenso”, negando che avesse “un connotato violento come invece poteva averlo in passato” e aggiungendo che avrebbe concluso la sua lettera di scuse con “saluti antifascisti”. Affermazioni che tradiscono, purtroppo, una profonda inconsapevolezza, rispetto alla quale quella fornita da La Russa appare come l’unica spiegazione plausibile.

Nelle università episodi che ricordano gli anni ’70

Il presidente del Senato si è soffermato poi anche sui ripetuti episodi di intolleranza che si sono registrati nelle università e rispetto ai quali, già nei giorni scorsi, aveva spiegato che gli ricordavano il clima degli anni ’70. “Il tentativo di non far parlare chi non la pensa come te assomiglia agli inizi degli anni ’70, che io ho vissuto sulla mia pelle”, ha ribadito, sottolineando che “io penso però che la lezione degli anni ’70 in qualche modo sia servita. Le parole del Presidente della Repubblica, le prese di posizione di molti esponenti politici di varia area mi fanno sperare bene”.

La Russa: “Credo che quegli anni non si ripeteranno, a patto che tutti recepiscano l’allarme”

“Spero che quegli anni non si ripetano. Lo credo anche, a patto – ha concluso – che l’allarme venga recepito, che non si sottovaluti quello che sta avvenendo, nel tentativo di giustificare in qualche modo qualcuno che non vuole che un altro dica delle cose diverse da come la pensa lui e allora gli impedisce di parlare”.

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