Mar Rosso, Crosetto: “L’Italia faccia presto, gli Houthi sono 10 volte più forti di Hamas”

1 Feb 2024 14:05 - di Elsa Corsini

Confermata la partecipazione attiva dell’Italia alla missione europea Aspides in Mar Rosso, dove si sta delineando una teatro di guerra che minaccia la sicurezza delle tratte commerciali internazionali e degli interessi nazionali. “I miliziani Houthi in Yemen valgono 10 volte Hamas dal punto di vista militare”, ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’audizione alle commissioni Difesa di Camera e Senato. Oggetto: la dotazione di personale e mezzi delle Forze armate in funzione della partecipazione alla missione dell’Unione europea a garanzia delle rotte commerciali. “Il quadro che si va delineando prefigura un accresciuto impiego di capacità della Difesa nella regione. Non preventivabile nelle assegnazioni finanziarie per gli impegni del 2024 e”, spiega Crosetto che auspica un finanziamento aggiuntivo. “Ritengo che il nostro impegno per la sicurezza del Mar Rosso e nelle altre aree di crisi debba trovare ristoro tramite un finanziamento aggiuntivo”.

Mar Rosso, Crosetto: serve un finanziamento aggiuntivo

Quindi ha ripercorso la necessità dell’intervento europeo, e italiano, dopo i continui attacchi degli Houthi (trenta assalti negli ultimi 2 mesi), sempre in una logica di de-escalation. “Il Mar Rosso non è ancora un teatro di guerra, non nel senso classico, ma ne sta assumendo sempre di più le sembianze. Per questo, dobbiamo agire contemperando determinazione e cautela, risolutezza e approcci dialoganti”, ha detto Crosetto. “L’azione diplomatica deve andare avanti di pari passo con quella militare”. Giardando al quadrante indo-pacifico, ha sottolineato “la crescente assertività di Cina e Corea del Nord che preoccupano non poco”.

“Dobbiamo fare presto per la stabilità e la sicurezza”

Sullo sfondo, resta la guerra a Gaza – ha ricordato il ministro della Difesa – il nostro intervento deve essere orientato a evitare ulteriori escalation, sempre e in ogni caso. “Se vogliamo evitare gravi conseguenze per il Paese, dobbiamo fare presto e intervenire subito. La stabilità e sicurezza del Mar Rosso è per noi una condizione fondamentale, dato che affidiamo al trasporto marittimo gran parte della nostra ricchezza e prosperità”. Crosetto ha più volto sottolineato che la difesa dell’interesse nazionale è prioritaria: “Il Mediterraneo allargato resta centrale nella strategia di sicurezza nazionale italiana. Da qui deriva la celerità delle scelte effettuate e dei processi decisionali avviati, per i quali la Difesa, come ho già detto, sta operando in sinergia con gli Esteri”.

Finalmente l’Europa si muove con l’avvio dell’operazione

Finalmente – ha aggiunto il ministro – “ho visto un’Europa che si muove con tempistiche più veloci rispetto a quelle a cui siamo abituati. Oggi abbiamo discusso dell’avvio di un’operazione europea a seguito della crisi in Mar Rosso. Per l’operazione Aspides, l’Italia ha confermato la volontà di parteciparvi fornendo una nave per tutta la durata della missione”.

Io guerrafondaio? Gli investimenti sono a tutela della pace

Quindi ha respinto la strumentalizzazione della sinistra che sventola la bandiera del pacifismo arcobaleno. “Quello che stiamo facendo è guerrafondaio?”, chiede Crosetto provocatoriamente. “Perché tutte le volte che vengo a parlare di investimenti alla Difesa, mi sento dire che sono guerrafondaio. Poi, alla fine, gli investimenti alla Difesa servono per tutelare la nostra pace, la nostra tranquillità, la nostra serenità economica. A questo sono serviti fino ad adesso e, se devo dire la verità, non sono stati sufficienti, cosa che dico da sempre”. A monte c’é stata una programmazione sbagliata e una scelta sbagliata, che stiamo pagando”. Anche il vicepresidente Giorgio Mulè, a margine dell’audizione, ha sottolineato la necessità di uscire dalla “illogica retorica sconclusionata di un atteggiamento bellicista da parte dell’Italia. Quando invece parliamo del minimo indispensabile in termini di sicurezza per garantire gli interessi della Nazione”.

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