Ghali strappa applausi a sinistra parlando di genocidio palestinese (video), l’ira di Israele

11 Feb 2024 16:30 - di Lucio Meo

Il day after del festival di Sanremo è segnato da veleni e polemiche, non solo sulla vittoria di Angelina Mango e sul televoto che aveva premiato Geolier ma non è stato sufficiente a farlo vincere, con tanto di discussioni ai limiti del razzismo, ma anche da una bufera politica che è tracimata nella guerra in corso in Medio Oriente tra Israele e i palestinesi. Nella serata finale del festival, dopo l’intervento nel corso della prima giornata di Dargen D’Amico, che aveva chiesto il ‘cessate il fuoco’ a Gaza, è stato il rapper Ghali a invocare lo “stop al genocidio”, come già nel testo della sua canzone. Facendo però così pendere le ragioni clamorosamente dalla parte dei palestinesi e provocando la dura reazione di Israele ma incassando gli applausi della sinistra.

Ghali parla di “genocidio” a Gaza e Israele protesta

“Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile”, ha scritto in un post su X l’ambasciatore di Israele a Roma, Alon Bar, a proposito delle prese di posizione di alcuni cantanti nel corso del Festival di Sanremo. “Nella strage del 7 ottobre, tra le 1200 vittime, c’erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. Altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi insieme ad altre decine di ostaggi israeliani – scrive Bar – Il Festival di Sanremo avrebbe potuto esprimere loro solidarietà. È un peccato che questo non sia accaduto“.

Il rapper rilancia: “Sono contento che si sia arrabbiato”

“L’ambasciatore di Israele mi critica? Il fatto che lui parli così non va bene…”. Ghali, anche oggi, su Rai1, dal palco del teatro Ariston, ha risposto con gli stessi argomenti di ieri all’ambasciatore di Israele a Roma, Alon Bar. “Non so cosa rispondere, mi dispiace tanto che abbia replicato in questo modo. Ci sarebbero state tante cose da dire… Per cosa dovrei usare questo palco? Io sono un musicista e ho sempre parlato di questo da quando sono bambino”, ha detto Ghali a Domenica In. “Da quando ho scritto le mie prime canzoni, a 13-14 anni, parlo di quello che sta succedendo. Non è dal 7 ottobre, questa cosa va avanti da un po’… Il fatto che lui parli così non va bene… Continua questa politica del terrore, la gente ha sempre più paura di dire ‘stop alla guerra’ e ‘stop al genocidio’. Le persone sentono che perdono qualcosa se dicono ‘viva la pace’, non deve succedere questo… Ci sono i bambini di mezzo: io da bambino sognavo e ieri sono arrivato quarto a Sanremo. Quei bambini stanno morendo, chissà quante star, quanti dottori, quanti geni ci sono tra loro…”, ha detto ancora Ghali, replicando a Israele.

L’indignazione di Malan e Gasparri, il plauso di Fratoianni

“Stop al Genocidio’, da Ghali coraggio e verità. Grazie”, è la reazione, su X, del segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra. Diversa, invece, la posizione di Maurizio Gasparri: “Leggo con tristezza l’intervento sui social dell’ambasciatore di Israele in Italia, Alon Bar, che giustamente depreca alcune affermazioni fatte al Festival di Sanremo, che secondo lui sono servite ‘a diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile'”, dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia componente della Commissione di Vigilanza Rai.  “La Rai ha perso un’altra occasione. Spero che i vertici dell’azienda si scusino con le autorità di Israele ed attuino interventi riparatori, tenuto conto delle giuste proteste dell’Ambasciatore di Israele. La Rai non può vivere fuori dalla realtà. Rinnovo la mia solidarietà all’Ambasciatore Bar ed al popolo di Israele che il 7 ottobre ha subito un’aggressione paragonabile alle persecuzioni della Shoah”.

“Una rassegna musicale non è il luogo giusto per parlare di una crisi internazionale, specialmente se lo si fa a senso unico. Nessuno ha ricordato i giovani massacrati da Hamas il 7 ottobre mentre partecipavano a un pacificissimo evento musicale, ma ha avuto spazio chi parla di “genocidio”, sulla scia dei dati della stessa organizzazione terroristica Hamas, che ha nel suo statuto all’articolo 7, l’esplicito proposito del genocidio degli Ebrei. Si noti: degli Ebrei in generale, non solo degli Israeliani”, dice ì il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan in un post su X.

Il video del cantante che rilancia le accuse

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