Zingaretti non risponde alla cronista di Porro e offende: “Credevo lei fosse una giornalista”

30 Gen 2024 17:25 - di Sveva Ferri
zingaretti

Contrordine compagni: la stampa si può criticare. Anzi, si può insultare. Purché a farlo sia qualcuno con la tessera del Pd. Meglio ancora se un notabile come Nicola Zingaretti. L’ex presidente della Regione Lazio, oggi deputato dem, infatti, ha dato prova con una giornalista di Quarta Repubblica, Giorgia Mennuni, di quale rispetto i sinceri democratici sentano di dover portare nei confronti della libertà di stampa. La cronista ha avuto l’ardire di rivolgergli una domanda sull’amichettismo di sinistra in un contesto che Zingaretti ha giudicato non appropriato. Per questo prima l’ha derisa per la domanda e poi, dopo aver chiesto per chi lavorasse, l’ha insultata, denigrando la professionalità sua e della trasmissione: “Avevo capito male, che eravate giornalisti”.

Porro: “Fare domande parte del nostro mestiere fastidiosissimo”

Nicola Porro, presentando quello che era successo in trasmissione, ha ricordato che fare domande, anche in un contesto non gradito all’intervistato, “fa parte del nostro mestiere fastidiosissimo, anche se per Zingaretti non siamo giornalisti”. Il caso dunque è diventato di pubblico dominio ormai da quasi un giorno intero, ma da certe parti non devono aver visto la trasmissione, attenzionatissima e seguita da  accese polemiche dopo che Giorgia Meloni spiegato di non essere disposta a farsi dare lezioni sulla difesa dell’interesse nazionale da Repubblica. Allo stato attuale, infatti, non si registra alcuna presa di posizione da quanti appena pochi giorni fa si erano stracciati le vesti per il presunto attacco alla libertà di stampa.

La solidarietà di FdI alla giornalista insultata da Zingaretti: “Fnsi non ha nulla da dire?”

FdI, esprimendo solidarità a Giorgia Mennuni, “vittima della spocchia di Zingaretti, ha sottolineato il senatore Antonio Iannone, ha chiarito di aspettarsi una “ferma condanna da parte della Federazione Stampa Nazionale Italiana”. “È qualche giorno fa – ha ricordato il capogruppo in commissione Cultura al Senato, Paolo Marcheschi – la netta presa di posizione della Fnsi a sostegno dei giornalisti de La Repubblica. Quindi, ci aspettiamo lo stesso atteggiamento nei confronti di Giorgia Mennuni e di Quarta Repubblica, perché – ha spiegato Marcheschi – sarebbe molto grave se passasse il messaggio che solo una certa stampa merita di essere difesa. A domandarsi come mai “la Fnsi oggi rimane in silenzio” è stato anche il vicepresidente vicario di FdI al Senato, Raffaele Speranzon, a sua volta dicendosi preoccupato che possa passare “il messaggio che la dignità professionale di alcuni giornalisti sia meno importante di quella di altri e che attaccare un mezzo di informazione sia lecito solo quando a farlo è il Pd”. Quanto a Zingaretti è stata la deputata Grazia Di Maggio a sottolineare che “non rispondere è legittimo, offendere proprio no”.

La nota (polemica) della Fnsi

Infine, in serata è arrivata una nota della Fnsi che, invitando “tutti gli esponenti politici, di destra, di sinistra e di centro, ad attenersi a comportamenti che non siano lesivi della dignità professionale di chi fa informazione”, ha lamentato il fatto di essere stata chiamata in causa. “La Fnsi, contemporaneamente, non ha nessuna intenzione di farsi trascinare in una polemica continua da parlamentari che potrebbero impegnare in maniera più proficua il tempo del loro mandato. Il diritto di cronaca e la libertà di informazione sono aspetti centrali nella vita democratica di un Paese e vanno trattati sempre con grande attenzione”, ha aggiunto il sindacato, che rivendicando di essere unitario ha sostenuto di non farne “una questione di colore politico” e di essere “sempre accanto ai colleghi e in questo caso è solidale con Giorgia Mennuni”.

Guarda qui il video di Quarta Repubblica 

 

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