“La carne coltivata è una minaccia”: 11 Paesi Ue seguono l’Italia. FdI: “Siamo capofila in Europa”

22 Gen 2024 16:33 - di Vittorio Giovenale
carne coltivata

La carne coltivata in laboratorio rappresenta “una minaccia” ai “metodi di produzione alimentare genuina che sono al centro del modello agricolo europeo”. Lo scrivono Italia, Francia e Austria in una nota congiunta inviata all’Ue e sostenuta da altri 9 Paesi, in discussione martedì 23 gennaio al Consiglio Agricoltura a Bruxelles.

Le delegazioni di Roma, Parigi e Vienna mettono in guardia da “nuove pratiche” che “includono la produzione di carne con la tecnologia delle cellule staminali, che richiede tessuti di animali vivi”. Nel documento si evidenzia che  “lo sviluppo di questa nuova produzione di alimenti coltivati in laboratorio solleva molte questioni che devono essere discusse a fondo”.

Coltivata in laboratorio, non potete definirla carne

Il documento di Italia, Francia e Austria riceve il sostegno anche di Repubblica Ceca, Cipro, Grecia, Ungheria, Lussemburgo, Lituania, Malta, Romania e Slovacchia. I dodici Paesi chiedono che, “prima di qualsiasi autorizzazione” al commercio, la Commissione europea lanci “una vera e propria consultazione pubblica sulla carne coltivata in laboratorio” e conduca una “valutazione d’impatto completa e basata sui fatti”. I firmatari fanno appello a “un approccio trasparente, scientifico e globale per valutare lo sviluppo della produzione di carne basata su cellule artificiali”. La valutazione d’impatto, viene evidenziato, dovrà affrontare “questioni etiche, economiche, sociali e ambientali, oltre che nutrizionali, di sicurezza sanitaria, di sovranità alimentare e di benessere animale”. Inoltre, si legge ancora nel documento, “in base a quanto previsto dalla normativa comunitaria sulla definizione di prodotti a base di carne, i prodotti a base di cellule non potranno mai essere definiti carne”. Una posizione accompagnata dalla richiesta a Bruxelles di “garantire che i prodotti coltivati artificialmente in laboratorio non vengano mai promossi come alimenti autentici o confusi con essi”.

FdI: l’Italia e Lollobrigida hanno fatto da apripista

“Grazie al ministro Lollobrigida e al disegno di legge da poco approvato dal parlamento – commenta Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera – la nostra nazione sta facendo da capofila a paesi come Francia e Austria, che oggi inviano una nota congiunta all’Ue sulla minaccia rappresentata dalla carne coltivata in laboratorio e che sarà discussa domani al Consiglio Agricoltura a Bruxelles. Una posizione chiara e forte quella che l’Italia mantiene in Ue a salvaguardia della salute dei cittadini, a difesa dell’operato degli allevatori e a custodia del nostro sistema agroalimentare che ci caratterizza nel mondo”.

Coldiretti: “Grazie al ministro Lollobrigida l’Italia fa da apripista”

“La nota congiunta dell’Italia con Parigi e Vienna sulla carne sintetica dimostra tutta la capacita’ del governo Meloni di anticipare le soluzioni e di essere capofila anche nell’agroalimentare”, commenta Augusta Montaruli. Per il vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera,”il ministro Lollobrigida sta riuscendo a difendere non solo i cittadini italiani ma anche quelli europei, al contrario di quanto speravano i pasdaran del prodotto da laboratorio. La nota è un ennesimo successo all’insegna del diritto al cibo di qualità e alla difesa della salute delle persone. Siamo convinti che il provvedimento approvato dal parlamento italiano solo poche settimane abbia fatto coraggiosamente da apripista ad un dibattito più che mai necessario e a una presa di posizione doverosa”.

Esprime soddisfazione anche la Coldiretti. “L’alleanza nata in Europa fa proprie le perplessità sollevate per prima dalla Coldiretti – osserva il presidente Ettore Prandini – conferma il ruolo di apripista dell’Italia che è leader mondiale nella qualità e sicurezza alimentare, nelle politiche di tutela della salute dei cittadini anche grazie alla legge approvata, grazie al “protagonismo a livello comunitario del Ministro dell’agricoltura e Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida” che “rimette in discussione il quadro normativo attuale che risulta inadeguato2.

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