Femminicidio di Andria, le parole agghiaccianti del marito al 118: “Non mi interessa soccorrerla”

6 Dic 2023 16:40 - di Federica Argento
Femminicidio Andria

Da Andria con orrore. Mentre risuonano le parole di grande valore morale del papà di Giulia, apprendiamo particolari feroci sul femminicidio di Enza Angrisano barbaramente uccisa ad Andria. La donna uccisa a coltellate dal marito il 28 novembre ancora respirava quando l’uomo, Luigi Leonetti, ha chiamato il 118. «Sta per morire», ha detto agli operatori al telefono, rifiutandosi tuttavia di darle soccorso. «Non mi interessa», ha detto per tre volte agli operatori sanitari che, dall’altro capo del telefono, gli davano indicazioni su come aiutare la donna agonizzante. Su questi particolari agghiaccianti del femminicidio di Andria informa il Corriere online.

Femminicidio di Andria, il marito: “Non mi interessa soccorrerla”

Leonetti avrebbe potuto salvare la moglie agonizzante? Non è dato saperlo. Quel che è certo è  che il marito aveva agito per uccidere. Dunque, la domanda è destinata a rimanere senza risposta, inutile. Il marito voleva uccidere. «Incapace ad accettare le libere scelte degli altri, dimostrando così una sua irrefrenabile voglia di controllo»: così la gip del Tribunale di Trani, Lucia Anna Altamura, definisce l’uomo nelle dieci pagine dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti del 52enne andriese. La giudice scandisce i drammatici momenti dell’omicidio e l’atteggiamento avuto dall’uomo nei minuti immediatamente successivi al delitto.

La gip: «Traiettoria coltellate conferma volontà di uccidere»

«Cosa stai facendo?», avrebbe detto Enza – ricostruisce il Corriere– al marito che la stava accoltellando. Secondo la ricostruzione del gip, l’uomo avrebbe agito per uccidere, «alla luce della traiettoria dei colpi inferti alla vittima; stante anche l’altezza degli stessi e le parti del corpo deliberatamente attinte: profili idonei a configurare appieno la sua capacità lesiva», si legge nelle carte dell’inchiesta. E del resto la volontà omicida sarebbe stata ammessa dallo stesso Leonetti. Che avrebbe ammesso i suoi intenti «in modo assolutamente chiaro».

Andria, femminicidio di Enza compiuto con “sprezzante indifferenza”

Questa la tempistica che si è potuita ricostruire. Leonetti «si era diretto nel mobile ove teneva le posate ed aveva preso il coltello più affilato»; poi si era scagliato contro la donna, accoltellandola con due due volte nell’addome e poi scagliando due fendenti al petto. Una azione svolta con «spregiudicatezza» e con «fredda lucidità». La giudice, inoltre, pone in evidenza la «sprezzante indifferenza» dimostrata dal Leonetti che ha ammesso l’omicidio «senza palesare il benché minimo segno di pentimento». Atteggiamento che, stando a quanto riferito dal legale difensore di Leonetti, l’avvocato Savino Arbore, è del tutto cambiato da quando si trova in carcere: «È pentito e fortemente provato dall’accaduto», afferma.

Il figlio 12enne della vittima pianta un albero nel parco dedicato alla mamma

In tanta disumanità fa tenerezza l’iniziativa dei figli di Enza, pur di fronte a una tragedia di proporzioni gigantesche. È stato proprio il primogenito a voler piantumare il primo alberello nel bosco urbano che porterà il nome della mamma: in via Ceruti ad Andria. La manifestazione è stata organizzata dal Forum Ricorda e Rispetta, una organizzazione di tutela ambientale, e dal dipartimento di salute mentale della Asl in partenariato con l’amministrazione comunale che ha concesso l’area. Il ragazzo, appena 12 anni, che l’altro ieri in occasione dei funerali della madre nella cattedrale di Andria, ha affidato alla sindaca Giovanna Bruno la lettura di uno struggente messaggio di addio, oggi era presente insieme ad alcuni familiari e in particolare alla sorella della vittima.

La sindaca: “I figli di Enza sono un po’ figli nostri”

“È stato proprio lui a voler ringraziare tutta la nostra Città”, ha scritto la sindaca su facebook. “Il sole ci ha scaldato i cuori e illuminato i volti. È stato un momento di semplice e intensa condivisione, intorno ad un gesto di speranza. Prendersi cura dei luoghi, riqualificarli, abitarli. Ecco dar loro nuova vita”, ha ricordato la prima cittadina. Infatti questa sera nella piazza principale della città è stata organizzata una iniziativa di sensibilizzazione per dire no alla violenza, “soprattutto – sottolinea – partendo dalla presenza maschile. Uomini ci siete? Questo il senso di chi spontaneamente ha lanciato l’iniziativa”. “I piccoli di Enza, fantastici, sono seguiti in tutto e per tutto da ‘angeli’ per professionalità, competenza e umanità, grazie”, ha infine sottolineato Giovanna Bruno.

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