Meloni al Corriere: “Stucchevoli le polemiche sulla fiaccolata. Sarò a Palermo come sempre”

19 Lug 2023 8:19 - di Sara De Vico

A 31 anni dalla strage di via D’Amelio, come ogni anno, Giorgia Meloni sarà a Palermo per rendere onore alla memoria del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta.  Non andrà invece alla fiaccolata del pomeriggio per impegni istituzionale. Ma c’è chi da sinistra, con la grancassa della stampa, alla vigilia delle celebrazioni è riuscito a fare polemiche sollevando un odioso polverone per un’assenza dovuta a chissà quale strategia sotterranea. Polemiche pretestuose e infondate che la premier in una lettera al Corriere della Sera respinge con sdegno. “Ovviamente è tutto falso”.

Borsellino, Meloni: stucchevoli le polemiche sulla fiaccolata

“In questi giorni è stato detto un po’ di tutto sulla mia presenza a Palermo. C’è chi ha addirittura scritto che avrei disertato le commemorazioni perché in crisi con il mito Borsellino”, scrive la premier. E definisce “stucchevole” il tentativo di alcuni di strumentalizzare “la mia impossibilità — data da altri impegni concomitanti — di partecipare anche alla tradizionale fiaccolata di Palermo. Diventata nel tempo manifestazione apprezzata e partecipata. E alla quale ho sempre orgogliosamente preso parte”.

Un impegno politico nato dalla rabbia per la strage di via D’Amelio

“Oggi presiederò il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza per fare il punto sul lavoro svolto sull’attività di contrasto alle criminalità organizzata che le istituzioni, ad ogni livello, stanno portando avanti”. Poi ricorda la miccia che accese da giovanissima il suo impegno politico. Quel  “profondo e viscerale rifiuto della mafia che, da ragazza, provai di fronte alle immagini della strage di via D’Amelio. Da quel rifiuto nacque il lungo, convinto, impegno politico che mi ha portato fin qui. Da semplice militante di un movimento giovanile alla presidenza del Consiglio dei ministri”, scrive nella lettera al quotidiano di via Solferino.

“Orgogliosa dell’impegno del governo contro le mafie”

“Per questo, non posso che essere profondamente orgogliosa del fatto che il governo che oggi presiedo abbia avuto, dal suo primo giorno, la determinazione e il coraggio necessario ad affrontare il cancro mafioso a testa alta. Sono i fatti a dimostrarlo”. Meloni passa in rassegna le iniziative forti dell’esecutivo, a partire dal 41 bis. “Abbiamo messo in sicurezza presidi fondamentali come la restrizione dei benefici penitenziari. E se oggi boss mafiosi del calibro di Matteo Messina Denaro sono detenuti in regime di 41 bis lo si deve esattamente a questo impegno. Abbiamo sbloccato le assunzioni nelle forze dell’ordine. Ci siamo schierati al fianco dei magistrati e di chi ogni giorno sul territorio conduce la battaglia contro la mafia. Stiamo lavorando ad un provvedimento che dia un’interpretazione autentica di cosa si debba intendere per ‘reati di criminalità organizzata’ e che scongiuri il rischio che gravi reati rimangano impuniti per effetto di una recente sentenza della Corte di Cassazione”.

C’è molto da fare, ma il nostro impegno è inesauribile

C’è ancora molto da fare, ammette la presidente del Consiglio. “Ma il nostro impegno non si esaurirà mai. Semplicemente perché la lotta alla mafia è parte di noi, è un pezzo fondante della nostra identità, è la questione morale che orienta la nostra azione quotidiana. Lo dobbiamo a Paolo Borsellino, ed a tutti coloro che hanno sacrificato la vita per la giustizia e hanno reso onore all’Italia”.

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