Massimo Gramellini, un altro “martire” di sinistra in uscita dalla Rai: andrà a La7

1 Giu 2023 9:03 - di Gabriele Alberti
Rai Gramellini

Rai, terza uscita: anche Massimo Gramellini si “autoepura”, decidendo di lasciare l’azienda di viale Mazzini. Un altro martire, un altro conduttore che si immola per la libertà, come Fazio e Annunziata, che hanno deciso di andarsene con le loro gambe.  Così, un altro pezzo della Rai di sinistra sceglierebbe il “martirio” – il condizionale è d’obbligo per l’editorialista del Corriere delle Sera. Anche lui non se la sentirebbe di rimenere in un’azienda a guida centrodestra, che non sente più “casa sua”. Ci sarebbe per il conduttore di Rai 3 annota Giuseppe Candela su Dagospia- un contratto pronto a La7, per la felicità di Urbano Cairo che che è anche l’editore del quotidiano di via Soferino, dove Gramellini tiene quotidianamente la rubrica “Il Caffè”. Insomma, il passaggio a La7 rientrerebbe nell’ordine naturale delle cose. Quanto all’impegno del giornalista, si parla di un programma destinato al sabato sera, con caratteristiche simili a quelle di Le parole.

Massimo Gramellini, terza uscita Rai per un altro pezzo della tv di sinistra

E così, la moda del  “me ne vado” fa trend tra anchor-man di sinistra che nella nuova era Rai proprio rinunciano al loro ruolo. Il che è surreale: i tre conduttori hanno deciso autonomamente di traslocare. Il programma di Gramellini in prima serata su Rai 3 ‘Le Parole’  era sulla via della riconferma. Il suo contratto era scaduto, ma i “cattivoni” dei nuovi vertici Rai avevano tutta l’intenzione  di rinnovarlo anche rilanciando collocazione e ruolo, leggiamo su Primaonline.it. Quindi i toni da martiri della libertà di informazione sono ridicoli, fuori luogo. L’aria che tirava nell’ultima puntata del suo programma sabato scorso era già chiara. Salutando il suo pubblico e analizzando proprio la parola «pubblico». «Pubblico significa anche servizio pubblico. Consentitemi di ringraziare la tanto bistrattata Rai», comunicava Gramellini; «al di là e al di sopra degli appetiti di potere dei quali è oggetto dal giorno della nascita, questa azienda è piena di lavoratori, tecnici, dirigenti straordinari». E aggiungeva ancora: «Un grande dirigente della Rai del passato mi disse che servizio pubblico non consiste nell’avere tutti i racconti della realtà dentro lo stesso programma. Ma la possibilità di scegliere più programmi che raccontino la realtà in modo diverso». Un congedo sibillino.

I nuovi vertici Rai stavano per riconfermare “Le parole” di Massimo Gramellini

Come leggerlo? Per Francesco Specchia di Libero si potrebbe intendere così:  «Siete troppo autoritari e normalizzatori (come dice il Romano Prodi su La Stampa); e vi mollo pure io dopo Fazio e l’Annunziata». Più o meno, questo il senso. Fa specie che l’editorialista del Corriere della Sera si sia lasciato travolgere dalla scia dell'”addio, in questa nuova Rai non ci sto più”. L’ad Sergio e Giampaolo Rossi avevano pronto il rinnovo. Gramellini aveva aggiunto: «Ogni spettatore, pagando il canone, finanzia non solo la propria libertà di scelta, ma anche quella degli altri».  rammentava lui. Interpretando queste parole- anche qui il condizionale è d’obbligo – il conduttore sde “Le parole”  si inserirebbe nel solco di Lucia Annunziata. Che si è “autoepurata” perché «non si condivide nulla di questo governo». Dunque, anche per Gramellini il problema non era un nuovo contratto che quegli “illiberali” dei vertici meloniani erano pronti a ratificare. No, è una ragone di “clima” pura e semplice. Proprio non ce la si fa ad accettare un cambio politico, come nella tradizione dell’azienda pubblica. Lo ricorda anche Minoli sul Corriere della Sera oggi in edicola, affermando di non vedere “alcuno scandalo politico nella gestione della Rai da parte del governo Meloni. C’è una legge, la Renzi, che fa dipendere la Rai dal governo in carica: la si è applicata. Punto”.

Corrado Augias, “martire” bal contrario: “Io la Rai non la lascio”

Se nella serata di mercoledì il conduttore diceva di “essere indeciso”, come riportava Repubblica, intanto, la Rai si è “guadagnata” Corrado Augias; il quale decide – fa sapere al momento- di voler restare in Rai. Anche lui non rinunciando, però,  al “martirio” al contrario: si “autosacrifica”. Incontrato da Carmelo Caruso del Foglio in un ristorante romano avrebbe detto:  «Io la Rai non la lascio!».

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