Impagnatiello potrebbe essere fuori dal carcere tra 10 anni: l’allarme del magistrato Ardita

9 Giu 2023 12:16 - di Lorenza Mariani
Impagnatiello

Oggi è il giorno dell’autopsia sul corpo straziato della povera Giulia Tramontano. Un giorno in cui, una volta di più, tra le domande in attesa di risposte sulla modalità omicidiaria e sulla definizione giuridica di un delitto che ha sconvolto un Paese intero, una risuona più forte di altre: «Quanti anni resterà in carcere Alessandro Impagnatiello?». Un interrogativo che con l’esame autoptico che definirà con maggiore precisione dinamica e tempistica del femminicidio di Senago, in moltissimi tornano a porsi dopo questi ultimi, drammatici giorni di indagini e di sconcerto.

La domanda più diffusa: «Quanti anni resterà in carcere Alessandro Impagnatiello?»

E allora, tra confessioni. Bugie. Imputazioni e aggravanti, cosa aspetta Impagnatiello? E cosa aspettarsi sul fronte della detenzione? Interrogativi a cui, intervistato dal Fatto Quotidiano, ha provato a rispondere Sebastiano Ardita, ex consigliere del Csm e oggi procuratore aggiunto in quel di Catania. Il quale, bypassando tecnicismi e formule per addetti ai lavori, va dritto al sodo. E al giornale diretto da Travaglio « fa capire a tutti come un assassino, con la riforma Cartabia, potrà chiedere subito un percorso di giustizia riparativa».

Impagnatiello libero in 10 anni: l’ipotesi agghiacciante alla luce della Riforma Cartabia

Spiega infatti Ardita: «Se sarà condannato e avrà attenuanti per la confessione o il beneficio per il percorso della giustizia riparativa», ha chiarito il magistrato interpellato da Travaglio, il killer di Giulia Tramontano «fra liberazione anticipata e misure alternative o libertà condizionale, potrebbe uscire dal carcere dopo una decina di anni. Come è già accaduto ad altri».

La spiegazione dell’ex consigliere del Csm Sebastiano Ardita

La riforma Cartabia, spiega ancora Ardita, «prevede che sin dal primo atto l’indagato debba essere informato della facoltà di accedere a percorsi di giustizia riparativa. Dal momento che la giustizia riparativa è una cosa seria e presupporrebbe una elaborazione della propria condotta, oltreché la certezza della responsabilità penale – prosegue l’ex consigliere del Csm – ritengo che sia improponibile che immediatamente dopo l’arresto si possano avviare questi percorsi. Anche per rispetto delle vittime dei reati». Aggiungendo peraltro: «È offensivo, oltreché pericoloso, che un indagato per violenza sessuale o per omicidio, possa chiedere di incontrare la vittima o i parenti prima ancora del processo»…

Omicidio Giulia Tramontano, un orrore senza fine

Oggi, comunque, a prescindere dall’iter giudiziario in via di definizione, è ancora il giorno degli accertamenti del “delitto”, prima ancora che della discussione sul “castigo”. L’esame autoptico dirà con certezza quante coltellate Impagnatiello ha inferto sulla povera Giulia e dove l’ha colpita. L’orario del decesso e quando il corpo ormai privo di vita della compagna incinta di suo figlio, avvolto nel cellophane, è stato occultato dietro quell’intercapedine dove poi, il suo assassino, l’ha fatto ritrovare. Un orrore che va ben oltre i limiti della legge o i contorni di una sua possibile definizione…

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