Caso Darmanin, la Francia tenta di ricucire lo strappo con l’Italia. Il gelo del governo di Roma

5 Mag 2023 16:03 - di Michele Pezza
Darmanin

In Francia scocca l’ora dei pompieri. Obiettivo: spegnere l’incendio appiccato dall’improvvido attacco del ministro dell’Interno Gérald Darmanin a Giorgia Meloni per la gestione dei migranti. Un vero e proprio incidente diplomatico che ha ulteriomente scosso i già precari rapporti tra Italia e Francia, com ben testimonia la decisione di ieri del ministro degli Esteri Tajani di annullare il bilaterale di Parigi. Evidentemente, l’infelice sortita di Darmanin deve aver imbarazzato anche i suoi colleghi di governo. Da qui la corsa a metterci una pezza. Il primo a parlare è stato il portavoce del governo francese, Olivier Véran, assicurando ai microfoni di CNews che «non c’era nessuna volontà di ostracizzare l’Italia in alcun modo».

Fitto: «Da Darmanin caduta di stile»

Dopo di lui è toccato al ministro delle Finanze Gabriel Attal esprimere la certezza che «questo incidente sarà molto presto dietro di noi, perché la Francia ha troppo bisogno dell’Italia e l’Italia ha troppo bisogno della Francia su tutti i temi, e singolarmente, sulla questione dell’immigrazione». Tutto superato, dunque? Non proprio: Roma tiene il punto. Molto critico il ministro Raffaele Fitto, di Fratelli d’Italia. «Devo dire – ha dichiarato da Palermoche è stata una vera e propria caduta di stile. Ed è anche molto grave e fuori luogo che per coprire tensioni interne si possano utilizzare polemiche esterne. Penso che non aiuti né l’Italia né la Francia, né l’Europa che un ministro possa immaginare un attacco frontale così sguaiato».

Tajani: «Non lascio insultare il mio Paese»

Appena più possibilista il ministro Tajani, impegnato alla convention di Forza Italia a Milano: «Ci sono atteggiamenti che non possono essere accettati. Non posso permettere che la mia nazione venga offesa». Il titolare della Farnesina, tuttavia, non lascia cadere il ramoscello d’ulivo sventolato da Véran e Attal. «Mi pare – sottolinea – che ci sia stata una presa di distanza da parte del ministro degli Esteri e anche del governo francese. Ma il problema dell’offesa e dell’insulto gratuito rimane, è stata una sorta di pugnalata alla schiena». Tajani, infine, bacchetta Darmanin anche per aver definito di «estrema destra» il governo Meloni. «Non lo siamo un governo – precisa -. Alcuni toni si possono risparmiare e mi auguro che siano solo le parole di un ministro in campagna elettorale. Noi non abbiamo nessuna voglia di interrompere le relazioni con la Francia».

 

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