CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

epa10527433 Protesters hold a signboard says ‘Here the great replacement, it is bourgeois’, demonstrate near the National Assembly after the French National Assembly vote on the government’s proposed pension reform law, in Paris, France, 16 March 2023. People demonstrated outside the French Parliament after France’s prime minister used the controversial Article 49 paragraph 3 (49.3) of the Constitution on the vote of the pension reform law to raise the retirement age from 62 to 64 by 2030 after the Senate voted in favor  EPA/Mohammed Badra

Francia, per 9 voti bocciata la mozione contro la riforma delle pensioni: esplodono i disordini

+ Seguici su Google Discover

C'è un commento, partecipa alla discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

C'è un commento:

  1. andrea@leitenburg.net ha detto:

    Qui in Francia la situazione è complessa e lontana da risolversi perché il vero problema è prima di tutto il presidente Macron che ha accentuato il risentimento di distanza tra lui, il nuovo re sole, ed un popolo che risente sempre più della crisi economica che sta travolgendo laFrancia. La mozione di censura – non si capisce nell’articolo – è una forma di voto di fiducia. Quando il consiglio dei ministri pone questo tipo di fiducia, essa è data per acquisita salvo deposito di una mozione di censura. La procedura è diversa dal nostrano voto di fiducia – garantisce stabilità e rapidità – ma sostanzialmente è la stessa cosa. Non c’è nulla di scandaloso in sé ma manca l’abitudine al dispositivo perché il sistema elettorale francese ha quasi sempre garantito solide maggioranze di governo. Maggioranza che oggi non c’è. Il governo è minoritario nelle due camere e si regge con un appoggio esterno dei popolari di LR.
    Il vero problema è appunto la realtà dei popolari de “LR – Les Republicaines”, il partito di Sarkozy, che oggi si trova, di fatto, spaccato in due gruppi. Uno che si oppone al governo Borne ed un, che potremmo definire ufficiale – che continua a supportare il governo con un appoggio esterno. La signora Borne ha denunciato un mercimonio da parte di buona parte di LR che hanno chiesto favori e favoritismi per le proprie circoscrizioni in cambio del voto contrario alle mozioni di censura. (al voto si contano solo i voti fvalid favorevoli alla mozione) Il governo comunque traballa perché resta in piedi per 9 voti. Il referendum (simile al nostrano abrogativo) è una realtà – comunque lontana – che potrà presentarsi ma servirebbero circa 4milioni di sottoscrizioni e più concreta sembra la spada del Consiglio costituzionale ( la nostrana Corte) che potrebbe modificare nella sostanza la legge con dei rilievi tecnici. All’ora attuale l’unico che dovrebbe dimettersi è il presidente dei Repubblicani Ciotti che – di fatto – ha dimostrato di non controllare più il gruppo parlamentare alla camera bassa.
    Purtroppo a destra nessuno è riuscito a cavalcare la riforma: né il RN che nonostante i 90 deputati non ha proposto nulla di credibile ed alternativo né tantomeno i conservatori di Reconquete che si trovano fuori dall’Assemblea. Se il centro di LR sta affondando velocemente, allo stesso tempo le destre non si sono dimostrate capaci di reagire lasciando campo libero alla sinistra estrema.

di Redazione - 20 Marzo 2023