Auto, Procaccini: “Abbiamo aperto gli occhi all’Europa sui rischi dello stop nel 2035”

3 Mar 2023 17:59 - di Vittorio Giovenale
auto diesel

“Abbiamo aperto gli occhi all’Europa sulle pesanti conseguenze dello stop definitivo alle auto a motore endotermico entro il 2035. Il rinvio della decisione è frutto della ferma opposizione del governo italiano e del lavoro fatto in questi mesi dal gruppo dei Conservatori al Parlamento europeo” Lo afferma l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento UE e responsabile ambiente ed Energia del partito.

“Lo stop alle auto a motore a combusione nel 2035 era un errore”

“Il tema è arrivare a consentire nel 2035 l’immissione sul mercato non soltanto di auto elettriche ma anche a motore a combustione con biocarburanti, idrogeno e altri carburanti ecologici e a basse emissioni su cui soprattutto in Europa si sta lavorando. La scelta dell’elettrico – continua Procaccini – non può essere dettata da elementi ideologici, per assecondare un ambientalismo che non tiene conto della realtà. Cioè degli alti costi delle infrastrutture elettriche, dello smaltimento delle batterie e di come verrà prodotta l’energia elettrica necessaria. Circostanze che possono rendere un’auto elettrica più inquinante in termini di CO2 di un mezzo a combustione interna di ultima generazione. Aprire il mercato solo alle auto elettriche è una scelta produttiva che avvantaggia il monopolio della Cina sulle materie prime e vedrebbe smantellata la filiera industriale italiana soprattutto per la componentistica”, conclude Procaccini.

Caiata (FdI): “Sì al rispetto degli interessi nazionali”

“Sì al rispetto degli interessi nazionali. Il rinvio a data da destinarsi dello stop alla vendita di auto a diesel e benzina è la dimostrazione che si può incidere in Europa a tutela degli interessi nazionali”. A dirlo Salvatore Caiata, segretario della Commissione Affari Esteri di Fratelli d’Italia presso la Camera dei Deputati. “Con la scelta sensata- prosegue il rappresentante di Fratelli D’Italia- di rinviare a data da destinarsi dello stop ad auto a benzina e diesel, l’Europa dimostra di avere accolto le pressioni dell’Italia a tutela degli interessi nazionali nei confronti dei cittadini e delle imprese”.

“Imporre lo stop delle vendite delle auto diesel e benzina dal 2035, senza aver previsto una giusta gradualità, non solo avrebbe rappresentato un significativo danno per l’economia delle imprese coinvolte, ma sarebbe stata una misura di diseguaglianza sociale perché non avrebbe consentito alle fasce meno ambienti di disporre dei giusti strumenti per la sua attuazione, lasciando così letteralmente a piedi aziende e cittadini. Una misura per noi di Fratelli d’Italia decisamente inaccettabile, per cui ci siamo opposti fermamente in Europa!”-

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