Auto, l’Italia porta a casa il risultato: lo stop a benzina e diesel esce dal calendario Ue

3 Mar 2023 12:45 - di Eleonora Guerra
auto benzina diesel

C’è un nuovo rinvio sulla questione del blocco alle auto a benzina e diesel dal 2035, e stavolta è a data da destinarsi. La presidenza svedese dell’Ue ha infatti deciso di rimandare la decisione in Coreper sugli obiettivi di emissione per le auto «dal 7 marzo a un Consiglio più avanti», senza indicare quando. Il Coreper, ovvero la riunione dei Rappresentanti Permanenti aggiunti in Ue, ha specificato ancora la presidenza svedese, «tornerà sulla questione a tempo debito». Si tratta di un successo politico dell’Italia, che da subito ha manifestato la propria contrarietà riuscendo poi ad aggregare un più ampio fronte di Paesi fortemente scettici per un provvedimento apparso immediatamente come viziato da un forte ideologismo.

Urso: «L’Italia ha svegliato l’Europa»

«L’Italia ha svegliato l’Europa e la decisione del rinvio su stop ad auto a benzina e diesel è un segnale importante. Mi auguro che ora ci sia una riflessione comune per una competitività sostenibile anche nel settore automotive», ha commentato su Twitter, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Il nuovo rinvio «tiene giustamente conto di una forte resistenza di alcuni Paesi europei, con l’Italia in prima fila, a un’impostazione del Regolamento troppo ideologica e poco concreta», ha commentato il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, riordando che «l’Italia ha una posizione molto chiara: l’elettrico non può essere l’unica soluzione del futuro, tanto più se continuerà, come è oggi, ad essere una filiera per pochi. Puntare, inoltre, sui carburanti rinnovabili è una soluzione strategica e altrettanto pulita, che consente di raggiungere importanti risultati ambientali evitando pesanti ripercussioni negative in chiave occupazionale e produttiva».

FdI: «L’auspicio è che il buon senso continui a prevalere»

«Il rinvio a data da destinarsi è un successo del governo italiano», ha sottolineato anche il capogruppo di FdI, Tommaso Foti, ricordando che il partito ha «sostenuto sin da subito che l’auto elettrica non è ad oggi un veicolo alla portata di tutti, sia per i costi, sia la per gestione». «Il termine del 2035, stabilito dal Parlamento europeo e che mette al bando l’uso delle auto a motore, è troppo breve, sia per permettere ai cittadini di adeguarsi, sia per le industrie italiane che dovrebbero produrle, smantellando di fatto un’intera filiera. Questo stop accoglie le nostre rimostranze: l’augurio è che il buonsenso continui a prevalere», ha concluso Foti.

La soddisfazione di Lega e Forza Italia per il rinvio della decisione sulle auto a benzina e diesel

«Grande soddisfazione per il rinvio», è stata poi espressa dalla Lega, che ha ricordato che si tratta di «un obiettivo raggiunto anche grazie all’intesa con altri Paesi europei a partire dalla Germania», rivendicando il ruolo di Matteo Salvini nel processo. «Con questo governo, l’Italia sa farsi valere sui tavoli internazionali per difendere milioni di posti di lavoro», si legge ancora nella nota del Carroccio. Per l’eurodeputato di Forza Italia, Massimiliano Salini, poi, il rinvio «e le forti tensioni politiche sullo stop a diesel e benzina dal 2035 segnalano che sta saltando il tentativo del vicepresidente Frans Timmermans, e della componente più ideologizzata della Commissione, di rovesciare l’assetto dell’industria e della mobilità Ue secondo lo schema intransigente del “solo elettrico”. Per loro è già una sconfitta politica ed è un severo monito alla cosiddetta “maggioranza Ursula” che regge la Commissione: sulla transizione ecologica – ha sottolineato l’esponente azzurro – l’esecutivo Ue sta sbagliando».

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