Striscia sbertuccia Giannini e lo paragona a Tafazzi: “Lui ci censura e La Stampa perde copie”

1 Feb 2023 11:56 - di Guido Liberati
Striscia la notizia, Massimo Giannini (1)

“Striscia la Notizia” a palle incatenate contro il direttore de La Stampa, Massimo Giannini. Una guerra mediatica partita da tempo, ma che ieri ha visto il giornalista romano finire nella hit parade dei Nuovi mostri, direttamente al primo posto.

Giannini Tafazzi

Per lui un videomontaggio che lo immortala addirittura come Tafazzi, il mitico personaggio di Mai dire gol che si faceva male da solo. E ancora parole al curaro con una chiosa più velenosa che mai. “Solidarietà ai giornalisti de La Stampa che devono sorbirsi un direttore così sgarbato”, hanno detto ieri perfidamente i conduttori del Tg satirico, chiudendo la rubrica.

I motivi della guerra mediatica? Il casus belli è datato 15 dicembre, con un articolo de “La Stampa” contro il tg di Striscia. L’accusa è trita e cioè che la trasmissione storica di Canale 5 sia asservito ai “desiderata politici” di Berlusconi. Un’accusa tanto stantia quanto ridicola per chi conosca appena un po’ la biografia di Antonio Ricci e la storia della tv italiana.

La replica di Ricci non è mai stata pubblicata, a distanza da quel 15 dicembre. Non a caso, con una nota durissima, gli autori del programma hanno rimproverato Giannini di essere “un campione della libertà” di stampa, solo a parole, visto che “le notizie non le vuole dare”.

La rubrica I Nuovi Mostri e il video su Tafazzi Giannini

L’articolo contro Striscia, ha detto ieri Ezio Greggio è «un minestrone di parole e date a caso, in cui si fa moltissima confusione, chiamando in causa a sproposito la trasmissione di Antonio Ricci» e in cui si fa riferimento alle veline di Striscia come protagoniste di scandali sessuali con un accostamento ad escort e bungabunga che definiscono «del tutto illegittimo e oltremodo offensivo per chi ha ricoperto e ricopre questo ruolo».

Da oltre un mese Giannini si rifiuta di pubblicare la replica di Striscia

«Ugualmente illegittimo – poi – È mettere sullo stesso piano Drive In, Non è La Rai, Bagaglino. Interpretiamo queste parole come uno degli ultimi schizzi prodotti dalla cosiddetta “macchinetta” del fango, così definita da Antonio Ricci, avviata dai giornali del Gruppo Editoriale L’Espresso più di vent’anni dopo la fine della messa in onda della trasmissione».

 

In tv, Greggio ha citato i numeri che inguaiano il direttore del quotidiano torinese: «La Stampa ha perso quasi 20mila copie. Saranno contenti gli Agnelli di come Giannini sta martoriando il loro organo di stampa». Da qui il videomontaggio di Giannini in stile Tafazzi.

Sicuramente la polemica non finisce qui: in attesa della replica di Giannini e della inevitabile contro-replica di Striscia, conviene tirare fuori i pop corn.

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