Primarie Pd, la Toscana conta i voti: Bonaccini al 51%. La Schlein staccata di 10 punti

6 Feb 2023 19:36 - di Michele Pezza
primarie

Arrivano dalla Toscana i primi dati (parziali) delle votazioni in corso alle primarie del Pd. Fino alla serata di ieri, gli elettori (solo iscritti in questa prima fase) sono stati 3864. Nessuna sorpresa giunge invece dalle urne. Come da previsione, infatti, il primato è un affare tra Stefano Bonaccini ed Elly Schlein, con la mozione del primo in netto vantaggio su quella della seconda: 1989 (51,48 per cento) contro 1587 (41,07). Staccatissime le mozioni di Gianni Cuperlo (242 voti, pari al 6,26) e di Paola De Micheli (46 voti -1,19). Si vota fino al 12 febbraio. E se il testa a testa tra Bonaccini e la Schlein troverà conferma anche nelle altri regioni, saranno loro due a contendersi la segreteria del Pd nel ballottaggio del prossimo 26 febbraio.

Staccatissimi Cuperlo (6,26) e De Micheli (1,19)

Ma le primarie in corso impongono di registrare anche altri dati, dai quali è possibile ricavare preziosi elementi di indagine per capire lo stato di salute di questo partito. A cominciare dalla desertificazione degli iscritti in alcune ex-roccaforti operaie e dall’incremento anomalo dei tesserati in alcune realtà meridionali, come la Campania del governatore De Luca, il cui rampollo Piero coordina la mozione-Bonaccini nel Sud. Due facce di un’unica medaglia che autorizzano a dedurre che il Pd perde il proprio insediamento storico nelle fabbriche, specie al Nord, per trasformarsi in partito di apparato e di clientele soprattutto nelle regioni nel Mezzogiorno.

Altro che primarie: il Pd è in mano ai “signori delle tessere”

Doppio simbolo di questa trasformazione-involuzione sono da un lato il circolo torinese di Mirafiori Sud, dove il Pd ha 51 iscritti e, dall’altro, Sessa Aurunca, nel Casertano, culla d’elezione del dem Gennaro Oliviero, presidente del Consiglio regionale e uomo forte di De Luca nella zona. Qui, su 21mila abitanti, il Pd ha sfornato 1050 tessere, a dispetto dei 1360 voti racimolati alle elezioni politiche di settembre. In pratica, gli iscritti al Pd di Sessa Aurunca sono 33 volte di più di quelli di Mirafiori Sud, il cui numero di voti, però, è molto più alto di quello del Comune casertano. Risultato: per quanti sforzi di maquillage (leggi primarie) riesca a fare, il Pd si avvia a diventare un feudo appannaggio dei “signori delle tessere“. Clientele e trasformismo ne saranno presto l’unico orizzonte.

 

 

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