Valditara: «Dal prossimo anno un docente tutor per ogni classe». Così nasce la “scuola su misura”

9 Gen 2023 10:28 - di Agnese Russo
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Percorsi personalizzati e orientamento, per fare in modo che nessuno resti indietro e ciascuno possa valorizzare i propri talenti. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, illustra come, concretamente, si realizzerà la scuola del merito. Un percorso che sarà operativo già dal prossimo anno, quando «verrà introdotta la figura del docente tutor per ogni gruppo classe». Questo insegnante, ha chiarito il ministro, «dovrà avere una formazione particolare, e anche essere pagato di più, e dovrà in team con gli altri insegnanti seguire in particolare quei ragazzi con maggiori difficoltà di apprendimento, ma anche di quelli molto bravi che magari in classe si annoiano e che hanno bisogno di accelerare». Dunque, si va verso una “scuola su misura” per ogni studente.

Docenti tutor e orientamento: la scuola a misura di talenti e attitudini dei ragazzi

L’altro passo, ha spiegato ancora Valditara in un’intervista al Messaggero, è «l’orientamento». «Deve dare consigli ai giovani e alle famiglie sulle scelte più opportune sulla prosecuzione degli studi», ha chiarito il titolare dell’Istruzione, sottolineando che «occorre da una parte che la scuola sappia individuare le potenzialità dello studente, dall’altra è necessario recuperare informazioni dai territori per conoscere le concrete prospettive formative e occupazionali». «La scuola deve far emergere le attitudini dei ragazzi, come l’arte socratica della maieutica», ha ribadito il ministro, chiarendo che «la grande sfida è combattere la dispersione scolastica».

Valditara: «La grande sfida è combattere la dispersione, i dati sono impressionanti»

Rispetto alla dispersione scolastica, Valditara ha parlato di «dati impressionanti», mettendo a paragone quelli italiani con quelli di altri Paesi europei. «In Italia – ha chiarito – il 13,2% dei ragazzi tra 15 e 19 anni non studia e non lavora. Per fare degli esempi, in Romania la percentuale è del 12,1%, in Germania del 5%, in Portogallo del 2,6%, in Svezia del 2,5%. Portare questo dato sotto al dieci per cento entro qualche anno sarebbe un buon punto di partenza».

Dare continuità agli istituti, rallentando la rotazione dei presidi

Il ministro poi si è soffermato sulla questione della rotazione dei presidi. «Non ci può essere disparità tra la durata massima degli incarichi. E credo che sei anni siano pochi per avere una continuità gestionale», ha spiegato, tornando poi sul tema del divieto di usare cellulari durante le lezioni: «Non è, come qualcuno ha detto, un provvedimento contro la modernità. Nella circolare si fa esplicito riferimento alla cittadinanza digitale». È, invece, «una forma di rispetto verso i docenti e i compagni. È l’uso improprio che ho ribadito essere vietato, dopo anni di trascuratezza, non certo quello a scopo didattico», ha chiarito il ministro.

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