La Russa alla Corsa per la Memoria a Milano: «Esserci vale più di mille parole» (video)

30 Gen 2023 8:47 - di Carlo Marini
La Russa corsa Memoria

«Essere qua è di per sè un messaggio, esserci vale di più di mille parole, contro l’antisemitismo e anche contro l’antisionismo, per la vita e l’esistenza di Israele»: lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, alla “Corsa per la Memoria verso il futuro”, a Milano, organizzata domenica per la sesta volta dall’Unione delle comunità ebraiche italiane.

La Russa, che ha indossato la maglietta con la scritta Run for mem sotto la giacca ha anche partecipato alla Corsa della Memoria per qualche metro insieme a Naomi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane e agli altri runner pronti a percorrere i 12 km previsti.

La Russa alla Corsa per la Memoria: “Qui per testimoniare e basta”

Run for Mem è una corsa organizzata nell’ambito delle manifestazioni per la ‘Giornata della Memoria’ e, accanto ai partecipanti che portavano lo striscione delle comunità ebraiche’. Il percorso si è dipanato dal Memoriale della Shoah cittadino all’ex hotel Regina sede dei nazisti, dalle pietre d’inciampo disseminate nel manto stradale alla sinagoga di via della Guastalla centro della vita ebraica di ieri e di oggi. Ad accogliere La Russa, oltre alla presidente delle Comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni, c’era anche il presidente della Comunità di Milano Walker Meghnagi.

Il presidente del Senato La Russa ha poi spiegato: «Siamo insieme agli amici della mia comunità milanese e ripeto essere qua è già di per sè un messaggio. Non è una scelta perché una scelta vuol dire che ci sono due chance. In questo caso c’era poco da scegliere, c’era da testimoniare e basta».

Con La Russa hanno partecipato due grandi sportivi del passato: l’ex azzurro di pallavolo Luigi Mastrangelo e il campione olimpico di Los Angeles 1984 nei 10000 metri Alberto Cova. Assente quest’anno a causa di un malore occorsogli nei giorni scorsi Shaul Ladany, il campione di marcia degli anni ’60 e ’70 due volte sopravvissuto: non solo alla Shoah, quando fu deportato da bambino con la famiglia a Bergen Belsen. Ma anche alla strage di Monaco 1972, quando l’organizzazione terroristica palestinese Settembre Nero irruppe nel villaggio olimpico, sequestrò e uccise 11 atleti israeliani.

 

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