Il “j’accuse” di Casaleggio: «Conte innamorato del maxi-stipendio. Il M5S cambi nome»

24 Gen 2023 12:05 - di Valerio Falerni
Casaleggio

Oh Giuseppi, quam mutatus ab illo“. Certo, Davide Casaleggio non lo ha detto in latino, ma resa nella lingua di Cicerone la frase rende meglio: oh Conte, quanto sei cambiato da allora. Già, il senso della distanza siderale tra l’ieri e l’oggi nessuno può sintetizzarlo meglio del figlio del guru cofondatore del MoVimento. «Se ci si innamora del palazzo in un centro di Roma con l’ufficio faraonico – attacca Casaleggio Jr.se ci s’innamora di stipendi importanti, perché sennò non si può andare a Cortina». I puntini sospensivi lasciano intendere tutto il resto. Sebbene sia lo stesso Casaleggio a togliere ogni dubbio all’interpretazione.

Davide Casaleggio attacca l’ex-premier

E spiega: «Ovviamente quando uno diventa parlamentare ha accesso a uno stipendio da 13mila euro e può farne quello che vuole.  Il tema è che noi abbiamo dimostrato che si può fare politica in modo diverso, in modo francescano». Morale del pistolotto poraccista: il M5S cambi nome. Ormai, è il senso della sollecitazione di Casaleggio, il MoVimento attuale non conserva più niente dell’antico lignaggio. E poiché tutto è cambiato, non si profani oltre la denominazione pentastellata ideata da Beppe Grillo e Casaleggio padre. Non fa una grinza. Tanto più che i 5Stelle attuali si connotano sempre più come il partito di Conte. Il capo è lui.

«Inadatto come leader di partito»

In questa veste – un po’ per volta – sta portando il M5S alla totale omologazione con il sistema dei partiti. Non v’è più nulla in grado di marcare una differenza. Anche per questo Casaleggio Jr. non risparmia all’ex-premier i propri strali. «Penso che abbia interpretato un ruolo importante per quanto riguarda la presidenza del Consiglio, non altrettanto bene per quanto riguarda la gestione di un movimento politico». Detto fuori dai denti, per il presidente dell’associazione Rousseau, Conte è inadeguato al ruolo di leader. Anche se è forte il sospetto che a sognare il ritorno a un M5S ormai archiviato dai suoi stessi rappresentanti sia rimasto il solo Casaleggio.

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