Covid, la Germania invita a evitare i viaggi «non essenziali» in Cina. Anche Malta impone i test

7 Gen 2023 17:21 - di Sveva Ferri
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Da lunedì anche Malta chiederà un tampone Covid negativo ai cittadini provenienti dalla Cina e, poiché non ha voli diretti, la misura sarà applicata a tutti coloro che hanno avuto come partenza iniziale il Paese. Intanto la Germania, che un paio di giorni ha annunciato la stessa misura insieme ad altri Stati europei e non solo, ha compiuto un passo in più: ha invitato i propri cittadini a evitare i viaggi «non essenziali» verso la Cina. Si tratta di misure che hanno suscitato le proteste di Pechino, che si è appellata al principio di reciprocità e le ha bollate come anti-scientifiche, ma che, come sottolineato al nostro viceministro agli Esteri, Edmondo Cirielli, sono in buona misura dettate anche dalla mancanza di trasparenza rispetto ai dati sull’andamento della pandemia nei confini cinesi.

La Germania chiede di evitare i viaggi «non essenziali» in Cina

Appena una settimana fa, Malta aveva spiegato di non avere un piano immediato per introdurre i tamponi, chiarendo però che il governo il governo si stava interfacciando con la Commissione europea e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per valutare la situazione. Di lì a breve l’Ue ha incoraggiato tutti gli Stati membri ad adottare la misura, che l’Italia ha introdotto per prima, seguita poi da Francia e Spagna fra i comunitari e da Regno Unito, Corea del Sud e Usa fuori dai confini Ue. Pressoché in contemporanea con la raccomandazione di Bruxelles alla lista si sono aggiunti Belgio, Svezia, Grecia e Germania, la quale in queste ore ha dato un ulteriore segnale con la richiesta ai propri cittadini a non andare in Cina. «Al momento scoraggiamo i viaggi non essenziali in Cina. Il motivo è un picco di infezioni da Covid e un sistema sanitario oberato», ha spiegato su Twitter il ministero degli Esteri tedesco.

Pechino irritata dalle restrizioni

Quella che di fatto è stata una strada tracciata dall’Italia ha suscitato irritazione a Pechino, che ha bollato come «inaccettabile» e senza basi scientifiche la richiesta di test e ha minacciato «contromisure in base al principio di reciprocità». «La Cina continua a non essere aperta, come dovrebbe, a un confronto sui dati della pandemia e questo giustifica l’atteggiamento prudente, ma senza isterismi verso i viaggiatori che arrivano da quel Paese. Il ministro degli Esteri di Pechino può stare tranquillo: l’Italia è una nazione amica che però segue una propria linea di gestione della sicurezza sanitaria», ha commentato il viceministro agli Esteri, Edmondo Cirielli, lodando la richiesta del direttore dello Spallanzani, Francesco Vaia, di un intervento più incisivo dell’Oms per la trasparenza dei dati Covid della Cina e sottolineando l’opportunità dell’iniziativa per i tamponi presa dal governo italiano.

Cirielli: «La Cina sia trasparente sui dati Covid»

«L’Italia è sempre pronta a collaborare con Pechino per tutto ciò che è necessario per garantire la sicurezza reciproca», ha aggiunto Cirielli, chiarendo che la misura dei tamponi resterà «fino a quando sarà necessario» e ricordando che «la stessa misura è stata tra l’altro adottata da tanti Paesi cooperativi, non polemici ma “attenti” alla sicurezza sanitaria interna, che vogliono semplicemente acquisire più precise informazioni per sequenziare eventuali varianti sconosciute e potenzialmente pericolose».

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