Festa di FdI, Valditara: «La scuola è classista, il merito dà a tutti le stesse opportunità»

16 Dic 2022 17:09 - di Agnese Russo
festa fdi

Un momento di profonda commozione ha fatto irruzione alla festa per i dieci anni di FdI con la notizia della morte di Sinisa Mihajlovic. È stata il sottosegretario Paola Frassinetti, che ha presentato il dibattito “Istruzione, famiglia e sport: crescere il futuro dell’Italia” a darla dal palco, suscitando il lungo applauso della platea e una profonda emozione sui volti dei relatori. Il ministro dello sport, Andrea Abodi, in particolare, dava l’impressione di stentare a trattenerla. Si va avanti, ma l’aria resta grave per tutto l’incontro, che pure si era aperto con una nota estremamente gioiosa: il coro orgoglioso e un po’ sfrontato dei ragazzi di Azione Universitaria che intonano “Un presidente, c’è solo un presidente”, quando Frassinetti ha presentato il leader del movimento, Nicola D’Ambrosio, che ha moderato il dibattito.

Alla festa di FdI, “Istruzione, famiglia e sport: crescere il futuro dell’Italia”

Vi hanno partecipato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, quello dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, il ministro della Famiglia e della Natalità, Eugenia Maria Roccella, il ministro dello Sport, Andrea Abodi, il direttore di Rainews24, Paolo Petrecca, il presidente dell’Associazione CulturaIdentità, Edoardo Sylos Labini. Il tema di fondo, il filo rosso degli interventi, è tutto nel titolo: il futuro dell’Italia. Un’Italia di opportunità, di crescita, di affermazione dei talenti. Un’Italia in cui i giovani, come fa D’Ambrosio, possano rivendicare la voglia di lavorare, di realizzarsi, di essere parte attiva della società. E nella quale è necessario più che mai un cambio di passo culturale, come sottolineato da Petrecca e Sylos Labini.

Frassinetti: «Il merito diventi pilastro per crescita futuro dei nostri giovani»

«Istruzione e merito, un termine che ha creato incomprensibili polemiche, ma che invece dovrebbe essere il pilastro di scuola e università per la crescita e la formazione dei nostri giovani. In base al merito vanno supportati gli studenti bisognosi con borse di studio, l’importante è che tutti possano partire dallo stesso livello. Aumentare le opportunità in base al merito significa anche contenere la fuga di cervelli e consentire ai nostri studenti di considerare l’Italia come una nazione che premia le competenze e le capacità in tutti i campi e a tutti i livelli», ha detto Frassinetti, introducendo il dibattito.

Valditara: «Oggi la scuola è classista, il merito dà a tutti le stesse opportunità»

«Viva il merito», ha detto il presidente di Azione Universitaria tra gli applausi e passando la parola a Valditara. «L’attuale scuola è classista, perché non riesce a realizzare la promozione sociale che ha realizzato in passato. La grande sfida – ha ricordato il ministro – è cambiare l’impostazione. E far sì che la scuola sia messa nelle condizioni giuste, in maniera tale che chi proviene da una condizione modesta possa realizzarsi come quello che viene da una famiglia benestante». Un processo che inizia con la scelta della scuola più adatta al singolo ragazzo, viatico anche contro la dispersione scolastica. «L’orientamento nella scuola è strategico e decisivo», ha spiegato Valditara, annunciando che «lunedì partirà una lettera alle famiglie dei ragazzini di scuola media» perché «la scelta deve essere consapevole e il ministero deve mettere a disposizione delle informazioni, in questa grande alleanza che coinvolga famiglie, docenti, studenti e associazioni produttive del territorio». «Dobbiamo tirare fuori i talenti, le abilità, le attitudini e valorizzarle», ha concluso il ministro.

Il sì di Bernini alla borsa di studio per Davide Giri

La valorizzazione dei talenti, tema ricorrente alla festa di FdI, è stata anche al centro dell’intervento del ministro Bernini, dalla quale D’Ambrosio ha ottenuto la promessa dell’istituzione di una borsa di studio intitolata a Davide Giri, il ricercatore universitario ucciso a coltellate un anno fa a New York, nei pressi della Columbia University dove studiava. «Non è una promessa difficile da mantenere», ha spiegato Bernini, indicando Davide come un esempio: l’esempio di un ragazzo che si era affermato negli studi e che voleva vedere anche altro. Ma Bernini, in maniera un po’ inaspettata, forse anche irrituale, ha indicato anche un altro esempio: Frassinetti. «Paola è uno di quei politici generosi che dovrebbero ispirare la politica di tutti: è onesta, capace, competente», ha affermato, volendo così sottolineare la necessità di valorizzare «i modelli positivi», in tutti gli ambiti, anche nell’università, attraverso la promozione di strumenti per la loro affermazione. E sempre improntato al valore dell’esempio è stato anche il ricordo di Mihajlovic: «Non era solo un campione e un grande allenatore ma un vero uomo, con le sue forze e le sue debolezze», ha sottolineato Bernini, indicandolo come «un modello positivo, sia dentro che fuori dal campo».

Roccella: «Oggi la madre dei Gracchi sarebbe presa in giro. C’è un problema culturale»

«I giovani che oggi mettono su famiglia non so se sono eroici, ma certamente sono in controtendenza. Fanno qualcosa che si potrebbe definire quasi trasgressivo. Oggi le famiglie monoparentali sono diventate più delle famiglie con figli. Quindi mettere su famiglia è veramente qualcosa in controtendenza», ha detto Roccella, ricordando che il tema economico è certamente un problema centrale, ma non l’unico, forse neanche il primo. «C’è un problema culturale enorme», ha avvertito il ministro della Famiglia, ricordando che anche Paesi che molto hanno investito sulle politiche per la natalità oggi si trovano sotto il livello di sostituzione di 2,1 figli per donna. «Oggi la madre dei Gracchi verrebbe presa in giro», ha sottolineato Roccella, raccontando che una sua frase sul fatto che i bambini nascono da una donna e un uomo sul sito del Pd è stata commentata con un «basta con le banalità elettorali» e che Laura Boldrini vorrebbe depennare dalla Costituzione la tutela della natalità. «Ma come? Non era la più bella del mondo?», ha commentato Roccella, suscitando l’applauso della platea della festa di FdI.

Abodi: «Sinisa era un guerriero, un esempio delle qualità morali di chi lotta contro la malattia»

E il primo pensiero a Mihajlovic lo ha rivolto anche Andrea Abodi: «In questi anni ha rappresentato la lotta al male, il tentativo di vincerlo». «Il pensiero in questo momento va a chi sta lottando contro questa malattia terribile: la sconfitta di un guerriero come Sinisa non sia il segno di una resa», è stato l’auspicio del ministro, che ha posto l’accento sulla «qualità morale» che spinge chi lotta contro un tumore «a non arrendersi». Quindi Abodi è tornato sui temi della promozione dello Sport, rivendicando la portata simbolica dell’investimento politico sui Giochi della Gioventù e sottolineando che rappresentano uno dei principali strumenti per l’affermazione di una cultura dei sani stili di vita e devono essere trasversali ai ministeri.

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