Usa, finora un solo senatore con il candidato Trump. Il Gop attende il ballottaggio in Georgia

21 Nov 2022 20:04 - di Redazione
Trump

Nulla sembra facile per Donald Trump. A quasi una settimana dall’annuncio della sua nuova candidatura alla Casa Bianca, solo un senatore repubblicano ha dichiarato pubblicamente il suo endorsement all’ex-presidente. Si tratta di Tommy Tuberville, eletto in Alabama. Nei giorni scorsi è stato l’unico a dirsi pronto a sostenere il ritorno di The Donald alla presidenza degli Stati Uniti d’America, lodandone i i successi ottenuti nel mandato svolto tra il 2016 e il 2020. Il resto dei senatori repubblicani invece si mantiene per lo più cauto, se non completamente scettico sul ritorno in campo dell’ingombrante tycoon.

Trump vuole tentare il bis alla Casa Bianca

Tanta cautela si spiega soprattutto con la pesante sconfitta elettorale registrata dai candidati trumpiani alle elezioni di Midterm. Una prudenza che sembra aver contagiato anche suoi convinti alleati di quando era presidente, come Lindsey Graham. Durante le primarie del 2016, Graham  era stato un acerrimo nemico di Trump, poi si schierò dalla sua parte. Finora neppure lui si è sbilanciato in un vero e proprio endorsement. Si è limitato a lodare il discorso pronunciato dall’Arancione per candidarsi, affermando che l’ex-presidente sarà «difficile da battere».

L’ostilità di Romney: «È un cavallo perdente»

Non manca poi chi, come Mitt Romney, una delle poche aperte voci critiche di Trump in seno al partito repubblicano, rivela che in realtà tutti i senatori del Gop erano contrari all’annuncio della candidatura di Trump, temendo che questo possa creare una distrazione ed una mobilitazione anti-repubblicana in vista del ballottaggio in Georgia del 6 dicembre. «Durante una riunione a porte chiuse – ha rivelato l’ex-candidato alla Casa Bianca – un senatore ha chiesto “quanti di noi vogliono che Trump annunci ora la candidatura?”. Nessuno ha alzato la mano». Romney si è poi detto convinto che il Gop saprà presentare dei candidati più forti invece di «riportare in campo il cavallo ormai a riposo che ha perso per tre volte di seguito». Ogni riferimento a Trump era puramente voluto.

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