L’ergastolo di Oseghale è a rischio: la mamma di Pamela Mastropietro si appella a governo e Quirinale

17 Nov 2022 17:31 - di Penelope Corrado
mamma Pamela Mastropietro

Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro, la ragazza romana uccisa e fatta pezzi da Innocent Oseghale il 30 gennaio 2018 a Macerata, ha scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, chiedendo di essere ricevuta.

“Sono passati quasi 5 anni da quando mia figlia, Pamela Mastropietro è stata violentata, uccisa, scuoiata, smembrata, fatta a pezzi, lavata con la candeggina, messa in 2 trolley e lasciata sul ciglio di una strada da individui appartenenti ad una organizzazione criminale. e ancora giustizia deve essere fatta”, scrive Verni. L’omicidio della 19enne e’ stato confermato dalla Corte di Cassazione con una condanna all’ergastolo per il pregiudicato nigeriano Innocent Oseghale.

La mamma di Pamela sconvolta dal processo bis per Oseghale

Tuttavia, la suprema corte ha annullato la sentenza d’appello con riferimento al reato di violenza sessuale, disponendo su questo un appello bis che si terrà a Perugia. L’accusa dovrà provare che Oseghale ha stuprato la ragazza, pur non avendo a disposizione il corpo, che è stato sezionato e lavato con la candeggina. Qualora il 32enne nigeriano dovesse uscire indenne da questa accusa, per lui potrebbero aprirsi le porte del carcere con largo anticipo. Una eventualità che indigna, considerata la gravità e l’efferatezza del delitto.

La mamma di Pamela nella lettera ritiene quindi la decisione del processo bis un colpo per tutte le donne vittime di violenza e un dolore per lei: “Proprio in prossimità della ricorrenza della Giornata in ricordo delle donne vittime di violenza – spiega Verni -, ho scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per essere ricevuta e dar voce al mio dolore di donna e di madre. So che le piu’ alte istituzioni repubblicane non saranno sorde al mio appello di donna e madre della vittima”.

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