Dalla Chiesa: “Soumahoro mi ricorda le passerelle di Richard Gere. Le Ong seguano le regole”

7 Nov 2022 13:43 - di Alessandra Parisi

È tempo che le Ong rispettino le regole. Rita Dalla Chiesa, neo parlamentare di Forza Italia, dice di non capire perché “queste navi, che battono bandiera di altri Paesi, debbano attraccare in Italia”. E giudica impeccabile la nuova rotta impressa dal governo Meloni.  In particolare il decreto di sbarco temporaneo che ha permesso di far sbarcare a Catania le persone fragili (donne, minori, malati).

“Le Ong devono rispettare le regole”

“Mi fa molto male vedere quelle immagini”, dice intervistata dal Tempo la popolare conduttrice televisiva. “Chi è a rischio va fatto scendere. Ma chi non ha il diritto di sbarcare in Italia non deve farlo”. Chiede durezza con le imbarcazioni delle Ong che vorrebbero scaricare sul nostro territorio tutto il peso  dei migranti. “Quelle navi – dice – non dovrebbero proprio essere fatte salpare. E qui torniamo al vero problema. Che non può essere solo italiano ma di tutti gli altri membri dell’Unione europea”.

“L’Italia non può essere il campo profughi d’Europa”

Con Luciana Lamorgese ministro dell’Interno – ricorda Rita Dalla Chiesa – sono sbarcati decine e decine di migliaia di profughi. Non è più possibile. “Come facciamo a reggere un urto economico così forte? Come lo spieghiamo a chi prende 380 euro al mese di pensione? È brutto parlare di difesa dei confini, non lo trovo corretto. Ma non è più possibile che il territorio italiano appartenga a tutti tranne che a noi. L’Italia non può essere il grande campo profughi d’Europa”. Il ragionamento è semplice. “I migranti che salgono su una nave che batte bandiera francese devono essere accolti dalla Francia. Su una nave tedesca dalla Germania, e così via. Trovo profondamente sbagliato che noi non possiamo dire di no come fanno gli altri. Loro hanno sempre girato la testa dall’altra parte. Mentre noi, che siamo diversi, non riusciamo a farlo di fronte a chi ne ha bisogno.

Soumahoro fa le passerelle come Richard Gere

Respinge al mittente il racconto della sinistra, che anche in queste ore descrive un’Italia poco accogliente. “Non è vero”, dice la Dalla Chiesa. Che non ha nessuna simpatia per i parlamentari come Soumahoro, che in queste ore si sono precipitati a Catania per forzare la mano contro le indicazioni del Viminale. «Io le chiamo passerelle. Come quelle che faceva Richard Gere. Non conosco personalmente il deputato Soumahoro. Ma ho letto che una coop attiva nel mondo dell’accoglienza, legata a suoi familiari, sarebbe indietro con i pagamenti dei dipendenti. Allora gli dico: prima si preoccupi di questi lavoratori. Dopo può anche salire sulle navi».

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