Operazioni antimafia fra la Sicilia e la Puglia, smantellata la famiglia Sangani

26 Ott 2022 10:51 - di Paolo Lami
Milano

Con un’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia etnea30 gli indagati – lo Stato torna, finalmente, a fare lo Stato smembrando la famiglia mafiosa dei Sangani, attiva a Randazzo come articolazione territoriale del clan Laudani per il quale gestiva il traffico e lo spaccio di stupefacenti e la riscossione del pizzo dalle  attività economiche della zona, i cui titolari venivano intimiditi con minacce e danneggiamenti per costringerli a sottostare al pagamento delle tangenti.

Oltre 200 carabinieri del Comando Provinciale di Catania hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale etneo, nelle province di CataniaCagliariRimini.

I 30 indagati dell’operazione “Terra bruciata” sono accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e munizioni e concorso in violazione di domicilio aggravata da violenza sulle cose a mezzo di incendio, reati aggravati dal metodo mafioso esercitato in maniera asfissiante sul territorio.

Nel corso delle indagini gli investigatori dell’Arma hanno trovato, sotterrato in una zona di campagna, un vero e proprio arsenale con pistole, fucili e numerose munizioni.

Oltre alla riscossione del pizzo la famiglia mafiosa dei Sangani gestiva, per conto del clan Laudani, un fiorente traffico di cocaina, hashish e marijuana.

Dall’attività investigativa sono emerse anche ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso con riferimento alle elezioni comunali del 2018.

Il clan Laudani avrebbe condizionato, in definitiva, le elezioni amministrative del 2018 nel comune di Randazzo, nel Catanese.

Durante le indagini sarebbero emerse “interferenze degli appartenenti al clan sull’Amministrazione comunale e, in particolare, su tre rappresentanti, attuali e passati, di quel Comune”, spiegano gli investigatori dell’Arma.

Un’altra operazione antimafia è scattata dalle prime luci dell’alba, nelle province di Bari, Palermo e Taranto per l’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 19 persone (di cui 17 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), emessa dal gip di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia che contesta a vario titolo l’associazione di tipo mafioso, l’estorsione, l’associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, l’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale.

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