Governo, Fazzolari: «Il nostro obiettivo è fare il bene dell’Italia. Siamo una squadra coesa»

22 Ott 2022 10:28 - di Redazione
Governo

Fiero, soddisfatto e ottimista: Giovanbattista Fazzolari, il responsabile del programma politico di Fdi, alla vigilia del giuramento dei neo ministri illustra e commenta in un’intervista al Corriere della sera la squadra di governo che Giorgia Meloni ha annunciato ieri in quello che ha definito «un giorno storico». Una disamina lucida e particolareggiata, la sua, che fa riferimento anche alle voci che lo davano come ministro o sottosegretario papabile e rispetto alle quali Fazzolari sottolinea sereno quanto entusiasta che: «C’erano persone più adatte di me, come Alfredo Mantovano, magistrato di altissimo profilo. Ma sono fierissimo della svolta: primo governo con un presidente del Consiglio donna, in cui la destra esprime la leadership e con ministri di grande spessore».

Governo, l’intervista di Giovanbattista Fazzolari al “Corriere della sera”

Una presentazione appassionata, quella di Fazzolari, che sgombera il campo da fraintendimenti e polemiche indirizzate a suo nome. E in cui il responsabile del programma politico di Fdi spiega equivoci e attacchi formulati su dichiarazioni social o interpretazioni pretestuose. E rivendica le scelte di una squadra di governo propositiva, a partire dalla innovativa svolta la svolta linguistica. «L’opposizione dice che sembra un governo nostalgico – dichiara Fazzolari al Corriere –  già dai nomi come Sovranità alimentare. «L’abbiamo copiato dal ministero francese. Aver aggiunto Merito a Istruzione è un bel segnale. Al bruttissimo Transizione Ecologica preferiamo Ambiente ed Energia. E Imprese e Made in Italy è il ministero che le imprese hanno sempre chiesto: meglio di Mise».

«Una svolta storica: Giorgia ha come unico obiettivo fare il bene dell’Italia»

Una svolta innovativa, dunque. Quella che, chiede il giornalista del quotidiano di via Solferino, fa temere alla sinistra «una svolta anti-costituzionale. Sbaglia?». E la risposta è netta: «Mattarella non avrebbe dato il mandato in dieci minuti e accettato l’intera lista dei ministri se ci fosse stato questo dubbio. E poi il presidenzialismo alla francese su cui vogliamo aprire il dibattito è quello del Pd della vecchia ora. Il cambiamento c’è, enorme. Ma non è questo». E ancora: «Giorgia ha come unico obiettivo fare il bene dell’Italia. Non un governo comunque. E quindi non abbiamo ministri come Di Maio, messi in una casella solo perché frutto di trattativa fra alleati. Tutti sono inattaccabili».

Governo, «la verità è che dal mandato alla consegna della lista sono passate poche ore»

Un governo che Fazzolari descrive come frutto di scelte ponderate sulla base del presupposto che la Meloni ha definito «dall’inizio: o un governo che ha le carte in regola per la situazione che ci aspetta. O non se ne fa nulla. Ma gli altri erano d’accordo». Tanto che, dopo aver ridimensionato il no a Salvini al Viminale (spiegando come lo stesso Salvini ne ha riconosciuto l’opportunità) o il caso Ronzulli («la cui politicizzazione non ha aiutato. Poi lei ha detto che non c’era problema). Concludendo: «La verità è che dal mandato alla consegna della lista sono passate poche ore. Siamo una squadra coesa che non perde un minuto».

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