Gang giovanili in aumento, FdI: “Dati allarmanti sui legami con le organizzazioni criminali”

7 Ott 2022 20:09 - di Giovanni Pasero
gang giovanili

“Quanto emerge dallo studio condotto dal centro di ricerca ‘Transcrime‘ è allarmante. Tra le gang giovanili che sempre più numerose imperversano sull’intero territorio italiano, ma in particolar modo nel Meridione, ve ne sono infatti diverse che si ispirano o addirittura hanno legami con le organizzazioni criminali come la ‘ndrangheta”. Lo dichiara Wanda Ferro, deputato di Fratelli d’Italia.

“È il caso, riporta lo studio, di una banda presente in provincia di Crotone che sarebbe in contatto direttamente con il ‘locale’ di ‘Ndrangheta di Ciro’, dove domina la potente cosca Farao Marincola. In provincia di Vibo, invece – prosegue l’esponente di FdI – è presente un gruppo che si fa chiamare ‘La banda della Magliana’, ispirato alla famigerata organizzazione che imperversava nella capitale, mentre nella provincia di Cosenza viene segnalata la gang ‘Stm’ (Siamo tutti mafiosi). Si tratta di dati preoccupanti, forse anche più degli illeciti che vengono compiuti dalla criminalità organizzata. Non possiamo infatti lasciare che le mafie con i loro codici diventino un ‘modello’ di riferimento per i giovani. Di fronte a questo, qualsiasi sforzo compiuto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine rischia di restare vano”.

“Molte gang giovanili si ispirano a modelli mafiosi”

“Finora però – prosegue Wanda Ferro – abbiamo registrato soltanto un arretramento da parte dello Stato nel contrasto alle mafie, a partire dal tema dell’improcedibilità introdotto con la riforma Cartabia fino all’abolizione dell’ergastolo ostativo, che smantella l’impianto legislativo antimafia voluto da Giovanni Falcone. Contrastare tutte le mafie, anche sul piano culturale, sarà tra le priorità del prossimo governo a guidato da FdI e dal centrodestra”.

Il rapporto esplorativo “Le gang Giovanili in Italia” rappresenta un primo tentativo di fornire una classificazione e una mappatura della presenza di queste gang. Il rapporto è stato realizzato da Transcrime, il centro di ricerca interuniversitario sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Università degli Studi di Perugia, in collaborazione con il Servizio Analisi Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.

Il rapporto realizzato dal centro Transcrime

“Comprendere i problemi è la base per sviluppare strategie di intervento realmente efficaci – ha detto il direttore di Transcrime, Ernesto Savona -. Per far questo è essenziale la raccolta e l’analisi di dati in maniera sistematica. In quest’ottica, da anni il Centro Transcrime collabora con istituzioni pubbliche per supportare il monitoraggio, il contrasto e la prevenzione dei fenomeni criminali o devianti. Questo rapporto esplorativo è quindi solo un primo passo verso un impegno sinergico tra il mondo della ricerca e le autorità pubbliche per contrastare un problema complesso e in rapida evoluzione come quello delle gang giovanili”.

“Le forze di polizia costituiscono un osservatorio privilegiato sulle devianze che affliggono il mondo dei giovani – ha spiegato il vicedirettore generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Rizzi -. La ricerca d’identità, l’importanza di appartenere ad un gruppo, il senso d’onnipotenza tipico della giovane età, la vita che si sviluppa soprattutto sui social, le restrizioni causate da lockdown e pandemia sono soltanto alcune delle cause di un fenomeno che impropriamente viene definito delle baby gang o della malamovida”.

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