Crosetto: «Di fronte al governo c’è un orizzonte di 10 anni, da Giorgia serietà e lungimiranza»

26 Ott 2022 9:24 - di Lorenza Mariani
Crosetto

Dal punto di vista prospettico, lo sguardo del nuovo ministro della Difesa, Guido Crosetto, punta lontano. E in un’intervista al Corriere della sera si traduce in parole rassicuranti che esprimono una guida alla Difesa sulla linea di un percorso delineato con mano ferma e giusta cautela. A partire dalla prima domanda che gli viene posta: Quanto durerà il governo Meloni? A cui il co-fondatore di Fdi risponde: «Per la prima volta abbiamo un presidente del Consiglio che disegna un orizzonte di 10 anni con un discorso serio, di alto livello».

Crosetto: «Di fronte al governo un orizzonte di 10 anni»

Quindi prosegue: «Ha fatto un atto di coraggio, serietà e lungimiranza, senza pensare se sarà rieletta. Ma pensando a fare le cose giuste per il Paese anche se all’inizio forse non tutte saranno comprese». Con una sicurezza di base. La stessa che il ministro esplicita al termine delle dichiarazioni programmatiche: «Il presidente del Consiglio ha detto una parola che dovrà essere il mantra: rispetteremo gli impegni assunti in campagna elettorale. E quelli presi sulla Difesa sono chiarissimi».

Dialogo con opposizione e partners europei

E allora, spese militari, armi a Kiev, continuità o discontinuità rispetto al governo Draghi, Guido Crosetto interpellato sui temi principali in agenda, traccia il percorso di una road map articolata punteggiata sui confronti che, sul nodo dei nuovi aiuti militari a Kiev, non può prescindere dalla discussione con l’opposizione interna e dal dialogo con i nostri partner europei.

Sulla continuità/discontinuità con l’esecutivo Draghi

Tanto che nell’intervista al Corriere, dopo aver rinnegato l’esistenza di un problema continuità/discontinuità col precedente governo Draghi (liquidando la questione semplicemente dicendo: «Le cose buone devono essere portate avanti e quelle che non sono state condivise possono essere lasciate cadere»), alla domanda se le dotazioni militari europee all’Ucraina saranno simili alle precedenti o ci saranno anche difese antiaeree, Crosetto replica: «È prematuro. Non si può rispondere prima che ci siano stati questi incontri. Meloni parlerà con gli altri presidenti della Ue e insieme si deciderà la linea dei prossimi mesi. Come è stato quando a Palazzo Chigi c’era Draghi».

Conte dovrà spiegare il perché della sua posizione

E quindi, con Giuseppe Conte che ha già ribadito che non voterà il prossimo invio di armi all’Ucraina. Un punto su cui il ministro della Difesa sottolinea emblematicamente rimarcandone contraddizioni e criticità: «Sarà un problema, sì, nel senso che su temi così importanti sarebbe meglio avere il Parlamento unito. Conte dovrà spiegare perché ha deciso di assumere una posizione diversa, visto che il M5S l’invio di armi lo ha votato». Per il resto, invece, il quadro che Crosetto prospetta è lineare e coerente.

Crosetto sull’impegno con Kiev e spese militari

Pertanto, sull’impegno che l’Italia ha già preso di investire il 2% del Pil per le spese militari, che il ministro ribadisce «la maggioranza uscente, compreso Conte, aveva definito con una tempistica che dura cinque anni», il titolare del dicastero della Difesa conferma che «non ci sarà una riduzione di quell’impegno e comunque vedremo cosa consentirà il quadro di finanza pubblica». Mentre sull’accordo di base tra alleati di governo e partner europei, Crosetto è netto e rassicurante. «La maggioranza è totalmente compatta anche nelle posizioni di politica internazionale», Berlusconi compreso (fuga ogni dubbio l’intervistato).

E sul fronte europeo…

Mentre, sul fronte europeo: «Il presidente italiano sa perfettamente che deve dialogare con tutte le nazioni europee e costruire un asse con tutti per raggiungere gli obiettivi. Ci sono mete che possiamo raggiungere da soli e altre che raggiungeremo se ci muoveremo tutti insieme in Europa. Con Macron ha iniziato la costruzione di un rapporto di considerazione e fiducia e con gli altri leader lo costruirà nel prossimo periodo. Anche se con alcuni questo rapporto c’è già».

«Querelerò chi mi diffama evocando conflitti d’interesse»

L’ultimo punto riguarda il presunto conflitto d’interessi per aver guidato l’Aiad. E su questo, Crosetto torna a replicare – ancora una volta – tranchant. Primo: «Poiché il conflitto di interessi è una fattispecie giuridica precisa, e io non ho alcun conflitto d’interessi, lo farò giudicare dalla legge nei confronti di chiunque lo affermi. In primis Conte. Io sto facendo cose che nessuno prima di me ha mai fatto. Mi sto privando di attività costruite in decenni che nulla hanno a che fare con la difesa, tipo i B&b».

Crosetto respinge ogni speculazione pretestuosa

Secondo: alla domanda se «era proprietario di aziende che producono armi», Crosetto replica netto fugando ogni dubbio e qualunque pretestuosa speculazione: «No, io ho presieduto la confindustria che raggruppa le aziende dell’aerospazio, della sicurezza e della difesa, le cui principali imprese non sono mie, ma di Fincantieri e Leonardo. Magari avessi società che producono armi, sarei ai Tropici e non qua».

E chiarisce ruoli e competenze

E ancora: «Da presidente Aiad il mio rapporto quotidiano era con la ministra Trenta, con Conte, Pinotti, Guerini, Renzi o Draghi. Il settore degli armamenti non muove un passo senza l’autorizzazione dello Stato». Concludendo: «In questi anni il mio compito principale era andare in giro per il mondo a vendere i prodotti italiani a fianco dei rappresentanti dello Stato. Da domani dovrò farlo al ministero, perché uno dei compiti della Difesa è promuovere le nostre aziende all’estero». Più chiaro di così…

 

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