Crosetto: «Ci aspettano mesi difficili, la tenuta sociale è a rischio, occorre massimo impegno»

23 Ott 2022 10:33 - di Bianca Conte
Crosetto

Con la stessa sincerità con cui ieri, Guido Crosetto, non ha nascosto emozione e commozione nello sguardo all’obiettivo dei fotografi e all’occhio delle telecamere, oggi il neo ministro della Difesa non cela a parole la preoccupazione e il senso di responsabilità che ha già cominciato ad affrontare con il suo incarico. E con la stessa, netta determinazione d’approccio e chiarezza di intenti, in un’intervista a la Repubblica, facendo il punto sulla situazione interna e internazionale, sottolinea: «Ci aspettano settimane e mesi molto difficili: serve il massimo impegno del governo. Ma è necessaria anche un’unità di intenti, da parte di tutti gli attori politici, e una maturità che ci consenta di uscire da questa crisi. In ballo c’è la sicurezza del Paese».

Crosetto, l’intervista a “la Repubblica”

Un’analisi sullo status quo, quella che Guido Crosetto puntualizza nell’intervista a Repubblica, che non può prescindere dall’intreccio contestuale di realtà interna e riflessi internazionali. Così, a chi gli domanda se gli italiani potrebbero chiedere conto delle forti ripercussioni sull’economia del conflitto in Ucraina, il ministro risponde: «In realtà è la speculazione sulla guerra la cosa che sta incidendo di più su gas e materie prime. Sto dicendo che la rabbia cerca sempre colpevoli e le piazze arrabbiate non fanno male ai governi. Ma alle nazioni. Quindi dico che, mai come in questo momento, serve maturità per affrontare un periodo difficile. Avendo la consapevolezza che la rabbia dipende da fattori esogeni».

«Maturità e unità d’intenti»: i punti cardine da cui ripartire

Quindi prosegue: «Aggiungo una cosa. L’interesse della Russia in questo momento è indebolire tutti i Paesi che sostengono l’Ucraina, a partire dall’Italia. Soprattutto puntando sulle opinioni pubbliche: fare attaccare i singoli Paesi dall’interno, dagli elettori, impauriti e scontenti. Ecco, è esattamente quello che dobbiamo evitare in Italia. Mi ha colpito in questo senso la lettura di alcuni media russi che hanno raccontato il governo come debole e diviso. E così non è invece», rimarca Crosetto. Che poi, enucleando il punto da cui ripartire, nell’intervista prosegue dicendo: «Il tema principale è la tenuta sociale ed economica», afferma il neoministro .

Crosetto: «Mosca soffia sulla rabbia delle piazze»

E quindi: «L’inflazione, l’aumento del gas, dell’energia e di tutte le materie prime stanno incidendo in maniera violenta sui redditi e i risparmi di 60 milioni di italiani e su una parte del sistema produttivo. Penso a chi ha un solo stipendio e una famiglia numerosa. A chi gestisce un bar e non riesce a pagare le bollette. All’azienda che deve esportare e non è più competitiva. C’è un rischio fortissimo di povertà e disoccupazione. Dunque, di rabbia. Ed è con quella che dobbiamo fare i conti sapendo che può rappresentare un punto di instabilità interna che si somma ai problemi internazionali». La rabbia un motore e una leva che, in questo momento – spiega Crosetto – Mosca punta ad azionare.

E sull’invio della armi a Kiev: «Seguiremo gli alleati e non ci divideremo»

«L’interesse della Russia in questo momento – rileva Crosetto – è indebolire tutti i Paesi che sostengono l’Ucraina, a partire dall’Italia. Soprattutto puntando sulle opinioni pubbliche: fare attaccare i singoli Paesi dall’interno, dagli elettori, impauriti e scontenti. Ecco, è esattamente quello che dobbiamo evitare in Italia. Mi ha colpito in questo senso la lettura di alcuni media russi che hanno raccontato il governo come debole e diviso, e così non è». Pertanto: sulle armi a Kiev? «La posizione del governo – chiarisce e concluse il ministro della Difesa – è quella espressa più volte dalla presidente Meloni: quando fai parte di una famiglia e hai firmato un accordo, allora accetti le decisioni che quel gruppo prende. Le decisioni che verranno prese nel quadro delle nostre storiche alleanze internazionali, saranno rispettate dall’Italia. Su questo non ci sarà alcuna divisione».

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