Caro energia, a rischio la stagione invernale: prezzi in aumento dallo skipass al B&B. Ecco i rincari

9 Ott 2022 11:59 - di Redazione
caro energia

Il caro energia si abbatte come una scure anche sulla settimana bianca, con cifre che investono prezzi e tariffe di tutto il settore e fanno salire alle stelle i costi in montagna. Lo denuncia Assoutenti, che in un’analisi dettagliata rilanciata dall‘Adnkronos, ha messo a confronto le tariffe praticate lo scorso anno dai principali impianti italiani, con quelle in vigore per la prossima stagione sciistica. E lo conferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando i dati della ricerca realizzata in collaborazione con l’Istituto Piepoli sul turismo internazionale.

Sos turismo, il caro energia si abbatte sulla stagione invernale

«È un bilancio molto positivo quello del turismo, grazie soprattutto al ritorno degli stranieri, anche se non ai livelli pre-Covid. I costi fuori controllo del caro energia rischiano, però, di vanificare la stagione invernale», rileva Sangalli analizzando il report. Su cui subito dopo aggiunge: «Serve subito un intervento europeo a sostegno delle imprese più penalizzate e accelerare, nel nostro Paese, il potenziamento dei collegamenti e delle infrastrutture aeroportuali». Nel frattempo, però, prima che l’appello all’Europa trovi riscontro, la denuncia di Assoutenti segnala come e dove i rincari legati ai costi dell’energia lievitati colpiscono di più…

Caro energia, ecco come e dove le tariffe in rialzo colpiscono maggiormente

E allora, partendo dai costi dello skipass, chi sceglierà le Dolomiti recandosi in una delle località del maggiore comprensorio d’Italia (Dolomiti Superski) dovrà mettere in conto una spesa giornaliera, in alta stagione, pari a 74 euro, contro i 67 euro dello scorso anno. Con un aumento della tariffa del +10,4%. E ancora. L’abbonamento stagionale passa invece dagli 870 euro di un anno fa a 890 euro (se acquistato fino al 24 dicembre. Dopo Natale da 930 a 950 euro). Va peggio in Lombardia: a Bormio il prezzo giornaliero dello skipass in alta stagione sale da 46 euro a 52 euro, con un aumento del +13%. Quello stagionale da 775 euro a 825 euro (+6,4%). A Livigno invece la spesa passa da 52 a 55 euro per lo skipass giornaliero (+5,8%). E da 787 euro a 825 euro (+4,8%) per lo stagionale.

L’analisi di “Assoutenti” dalle Dolomiti alla Valle d’Aosta

Chi sceglie la Valle d’Aosta, poi, deve mettere in conto un aumento dello skipass del +8,9% a Courmayeur (da 56 a 61 euro) e del +7,5% a Cervinia (da 53 a 57 euro). Lo stagionale Valle d’Aosta, valido illimitatamente in tutte le stazioni del territorio valdostano compreso la SkyWay Monte Bianco oltre che La Rosière, sul territorio Francese e Alagna, su quello Piemontese, potrà essere acquistato al prezzo di 1.286 euro contro i 1.180 euro dell’anno scorso (+8,9%). Lo stagionale Valle d’Aosta + Zermatt costerà invece 1.518 euro contro i 1.393 euro della scorsa stagione (+9%).

Caro energia, la scure dei costi in rialzo colpisce anche le strutture ricettive

Ma anche alberghi. Hotel. B&B. Pensioni. Case vacanze e strutture ricettive varie, hanno aggiornato al rialzo i listini al pubblico, afferma Assoutenti. Ciò a causa dell’impennata dei costi energetici, che sarà ancora più pesante in montagna considerata la necessità di riscaldare adeguatamente gli ambienti. Chi oggi prenota un soggiorno da una settimana a Cortina d’Ampezzo (dal 30 dicembre al 6 gennaio) in camera doppia, utilizzando le più note piattaforme di prenotazione, spende da un minimo di 2.200 euro circa. Ad un massimo di 14.170 euro. Da 1.600 euro a 6.800 euro a Ortisei. Mentre a Courmayeur la spesa parte da un minimo di 1.750 euro circa, e arriva a un massimo di 9.871 euro.

Prezzi altissimi che diventano proibitivi

Prezzi altissimi anche a Livigno: tra 1.650 euro e 15.500 euro per un soggiorno di 7 notti in alta stagione. «Per la classica settimana bianca, la spesa media pro-capite tra skipass, alloggio, servizi, consumazioni, ristoranti, ecc. sarà compresa tra i 1.400 e i 1.600 euro, trasporti esclusi. Con una crescista stimata tra il +15% e il +18% sulla stagione invernale 2021/2022», calcola Assoutenti. «Impianti sciistici, strutture ricettive, bar e ristoranti, per riuscire a portare avanti l’attività e sostenere costi di luce e gas sempre più proibitivi, sono stati costretti ad aumentare prezzi e tariffe, scaricando così sui consumatori finale il conto della crisi energetica – commenta il presidente Furio Truzzi –. Una situazione che purtroppo impedirà ad una fetta sempre più ampia di italiani di godere di qualche giorno sulla neve. E trasformerà la settimana bianca in un lusso riservato ai ricchi».

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