Il caro energia porterà circa duemila hotel a chiudere i battenti, serve un ministero del Turismo

3 Ott 2022 17:12 - di Redazione
caro energia

Il caro energia porterà circa 2mila hotel a chiudere i battenti. “Soprattutto nelle località turistiche a stagionalità breve, sono tanti gli imprenditori, secondo le nostre stime quasi 2mila, che stanno pensando a ‘sospendere’ l’attività ricettiva per la bassa stagione. L’aumento dei costi energetici, infatti, rende insostenibile l’attività in mancanza di flussi consistenti di viaggiatori”. Così Vittorio Messina, presidente Assohotel Confesercenti all’Adnkronos nel commentare la situazione critica del settore con una catena alberghiera pugliese che ha annunciato la necessità di chiudere le strutture per i costi insostenibili.

“Purtroppo la situazione è difficile – afferma –  Solo per la ricettività alberghiera prevediamo nei prossimi 12 mesi una maxi-bolletta da quasi 2 miliardi di euro. Una stangata insostenibile, anche perché i prezzi si possono alzare solo fino a un certo punto: poi si va fuori mercato”.

Quanto a possibili interventi l’associazione ha varie proposte. “Servono nuovi sostegni. Un credito di imposta sulle bollette più alto per le attività ricettive, in primo luogo. E poi potenziare i prestiti garantiti, che dovrebbero essere a interessi zero, per aiutare le imprese a pagare a rate. La priorità però è fermare il circolo vizioso: servono interventi per bloccare le tariffe, e non se ne uscirà più” aggiunge Messina.

“L’auspicio è che il nuovo governo capisca la nostra urgenza. – sostiene l’imprenditore – Il turismo, quest’anno, è stato il motore del nostro Pil. E potrebbe ancora dare un contributo fondamentale alla resilienza del Paese. La domanda c’è. Per farlo, però, servirebbe innanzitutto confermare il Ministero del Turismo, cosa di cui non dubitiamo, e poi mettere risorse per allungare la stagionalità e potenziare la promozione turistica sui mercati esteri. Invece, la crisi energetica rischia di ‘cancellare’ o comunque tagliare la bassa stagione, spingendo molte imprese ricettive alberghiere a sospendere o a ridurre la ricettività”.

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