Sul manifesto l’ultimo sfregio contro la Meloni: carta dei tarocchi con figura a testa in giù e la scritta “l’appesa”

25 Set 2022 17:37 - di Lorenza Mariani
Meloni

Milano, l’ultimo sfregio alla Meloni spunta da un manifesto affisso in zona Porta Genova dove, in alto, su sfondo bianco, compare il logo di Fratelli d’Italia. E al centro della sagoma rettangolare, una carta dei tarocchi che mostra una figura femminile rovesciata che penzola da una corda. La scritta in basso recita: “L’appesa”. Non ci sono nomi nel cartellone incollato sulla parete di un palazzo, ma il riferimento a Giorgia Meloni è chiaro, vista la declinazione al femminile della carta dei tarocchi (che è notoriamente al maschile ndr): l’appesa. È il manifesto choc apparso in una via di Milano nel giorno delle elezioni. L’azione vile di uno o più soggetti, coperti dall’anonimato, che lo hanno affisso al muro…

Attacco a Fdi e Giorgia Meloni: manifesto choc con la carta (e la scritta) “l’appesa”

Non c’è limite all’oltraggio verbale. Alla violenza espressa platealmente o semplicemente evocata. Alla virulenza con cui in queste ultime settimane – dai leader in campo agli attivisti dei centri sociali – la sinistra ha espresso messaggi di odio. Insulti e minacce, contro gli avversari politici. Trattati con ostilità e descritti con acrimonia. E sempre animando polemiche pretestuose e rispolverando un clima che credevamo di esserci lasciati alle spalle. Oltre che firmando una campagna elettorale al vetriolo, tracimata nello sfregio gratuito fino ad oggi: il giorno del voto. Le ore in cui si attende il responso democratico delle urne.

Clima elettorale incandescente, dall’assalto ai gazebo, ai contestatori infiltrati ai comizi della Meloni

Il riferimento, oltre che a Giorgia Meloni – come ipotizzato all’inizio – è chiaramente anche ai fatti di piazzale Loreto. Una minaccia ricorrente che, dai social alle piazze d’Italia di queste ultime settimane, antagonisti e estremisti hanno rilanciato a piè sospinto, indirizzandolo in diversi casi anche Matteo Salvini o ad altri esponenti di centrodestra. Colpendo postazioni e gazebo, aggredendo militanti e, nel caso dei comizi di Giorgia Meloni, affidando a contestatori infiltrati ad hoc il compito di creare caos e disordini mirati a suscitare una reazione e a scatenare “l’incidente”.

L’assalto al banchetto di Fdi a Bologna

Uno sfregio che sul web è spesso vigliaccamente coperto dall’anonimato di nickname o chat collettive, e che oggi qualcuno ha voluto rilanciare con l’affissione anonima di Milano. Ma che, solo sei giorni fa, ha guidato l’assalto di un gruppetto di estremisti in bici contro un banchetto di Fdi a Bologna. In pieno centro città, dove un gruppo di contestatori di sinistra di passaggio davanti a un banchetto elettorale di Fratelli d’Italia, ha pesantemente minacciato e insultato gli attivisti del partito. Attimi di tensione che solo la lucida freddezza dei militanti dietro quella postazione – che hanno evitato coscientemente di reagire – ha permesso che la situazione non degenerasse ulteriormente.

Lo sfregio dei manifesti elettorali anche a Cagliari

Provocazioni continue e un livore inquietante registrati in settimane di confronto politico che non si sono interrotte neppure oggi: a Cagliari, per esempio. Dove, come riferisce sul punto il sito de Il Giornale, «si è verificato un altro episodio preoccupante di questa giornata elettorale, che fa piombare l’Italia indietro di cinquant’anni. Scritte di matrice anarchica sono comparse questa mattina in diverse zone del capoluogo sardo. Negli spazi riservati ai manifesti elettorali, in Piazza Giovanni, davanti all’Istituto Nautico in Viale Diaz e sulle porte del quartier generale di Fratelli d’Italia in Via Alghero.

Cagliari, scritte e minacce in diversi luoghi: indaga la Digos

Spazi vandalizzati – iniziative su cui indaga la Digos – con frasi del tipo: «Di alternanza si muore, Pd assassini complici dei crimini israeliani»… Mentre, davanti alla sede di Fratelli d’Italia, è comparsa invece la tipica A cerchiata, simbolo degli anarchici», corredata da slogan e insulti che definiremmo irripetibili. Ma che, invece, continuano a ripetersi da mesi a questa parte…

 

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