Putin minaccia tutti, Meloni: una mossa che tradisce disperazione, servono compattezza e diplomazia

21 Set 2022 11:57 - di Bianca Conte
Putin

L’annuncio urbi et orbi di Putin, che in tv dichiara di aver dato il via – con tanto di decreto già firmato – alla mobilitazione parziale della Russia preoccupa leader della politica e osservatori internazionali. Una dichiarazione, quella dello Zar, che ha un dato che fa da comune denominatore pur nella divergenza delle posizioni e dei commenti: dopo sette mesi dall’inizio della guerra e con un numero N di tentativi di negoziazione di pace falliti alle spalle, l’accelerazione che il presidente russo sembra voler imprimere con l’ultimo annuncio televisivo, potrebbe tradire nervosismo e debolezza.

Meloni, il discorso di Putin tradisce grande difficoltà e debolezza

Come ha sottolineato a caldo la leader di Fdi Giorgia Meloni, che dai microfoni di Rtl 102.5, ha rilevato: «Il discorso di Putin tradisce una grandissima difficoltà, debolezza. È una mossa abbastanza disperata che precede due azioni: il referendum farsa per annettere i territori ucraini occupati e la mobilitazione parziale, con cui cercherà di mandare a morire le minoranze e i disperati. Tutto questo mi pare tradisca disperazione». Ma, ammonisce al tempo stesso la presidente di Fratelli d’Italia, dopo le sue dichiarazioni, «bisogna stare attenti, compatti. Quando uno è nervoso le conseguenze possono essere di ogni genere. Serve lucidità, compattezza e diplomazia», ha aggiunto a stretto giro la Meloni. Concludendo, sulle difficoltà in cui versa Putin sia all’interno, che sul fronte ucraino: «Questa mossa dimostra difficoltà della Russia, anche perché le sanzioni funzionano. Salvini dice un’altra cosa, che condivido, servono compensazioni».

Salvini su Putin: «Mobilitazione? Non è una buona notizia»

Decisamente più lapidario, ma non meno preoccupato, il commento di Matteo Salvini. Il quale, intervenendo a margine di un evento elettorale a Rivoli, nel Torinese, sul discorso di Vladimir Putin e l’annuncio di una mobilitazione parziale delle forze armate russe con il richiamo di 300mila riservisti, ha dichiarato: «Non è una buona notizia. Spero che la guerra finisca il prima possibile».

Lupi (Nm), le parole di Putin confermano importanza atlantismo e sanzioni

Parole a cui fanno eco quelle affidate a una nota da Maurizio Lupi, capo politico di Noi moderati e candidato alla Camera per il centrodestra nel collegio uninominale di Lecco. Il quale, commentando il discorso di Putin in tv, ha tenuto a sottolineare come «le gravissime parole pronunciate dal presidente russo. Insieme all’annuncio della mobilitazione parziale in Russia. E dell’indizione di un referendum (illegittimo) per l’annessione di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, confermano l’importanza del posizionamento atlantista e europeo dell’Italia. A sostegno dell’Ucraina e a difesa della democrazia».

«Sostegno all’Ucraina per arrivare a una pace giusta»

«E confermano anche la bontà della scelta di imporre sanzioni che vanno rafforzate. Garantendo ovviamente protezione economica alle nostre famiglie e imprese, grazie a misure che devono però essere comunitarie. Come l’introduzione del price cup europeo, sempre più urgente». Concludendo il suo commento con l’indicazione di tre punti chiave: «La via maestra rimane la stessa: sostegno all’Ucraina, sanzioni e lavoro diplomatico per cercare il dialogo ed arrivare ad una pace giusta».

I commenti dal Pd: Enrico Letta

Le reazioni del Pd all’annuncio di Putin sono affidate al momento alle dichiarazioni del segretario Letta e del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. «Credo che l’Italia non debba minimamente cedere ai ricatti di Putin», ha commentato dunque il numero uno del Nazareno, a margine di una conferenza stampa a Milano, da cui ha poi aggiunto: «Credo che l’Italia e l’Europa debbano essere ferme nel mantenere le regole della convivenza internazionale, che non si cambiano con l’utilizzo della forza e dei carri armati». E concludendo: «Noi siamo perché l’Italia sia assolutamente ferma, insieme all’Europa, nel respingere il ricatto gravissimo da parte di Putin. Questa nostra fermezza è necessaria».

Zingaretti sulla linea Draghi

«Il tono e i provvedimenti annunciati segnano un escalation, ma anche una grande difficoltà di Putin a tenere il ritmo dell’aggressione contro l’Ucraina», ha rilevato il governatore dem Zingaretti ai microfoni di Radio Capital. Che poi ha ribadito che, come sottolineato anche dal presidente del consiglio Mario Draghi, di «aggressione si tratta. Che oltre a essere ingiusta per il popolo ucraino, è un fattore di destabilizzazione globale». Da parte di Putin, ha quindi chiosato l’ex segretario Pd in radio, c’è un «rilancio e una fuga da qualsiasi volontà di confronto»…

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