Morgan: «I cantanti che gridano al “pericolo fascista” pensano solo al loro conto in banca»

30 Set 2022 16:48 - di Fulvio Carro
Morgan

«La Meloni l’ho conosciuta recentemente, nell’ultimo anno, perché una mia amica fa politica con FdI. La cosa mi ha incuriosito e alla fine sono entrato in contatto con Giorgia. Ci siamo scambiati qualche messaggio in tono simpatico. Non la conosco così bene, se proprio dovessi scegliere un brano per lei, direi “Benvenuti il luogo dove’”, di Giorgio Gaber». A parlare, ospite di “Un Giorno da Pecora” su Rai Radio1, è Morgan.

Morgan racconta: «Ho chiamato la Meloni»

Non è un artista come gli altri, non getta veleno come alcuni suoi colleghi. All’indomani dei risultati, rivela all’Adnkronos: «Ho chiamato la Meloni per farle i complimenti. E le ho consigliato di mettere Sgarbi come ministro della Cultura. Sarebbe una delle poche volte che si sceglie una persona che ha una competenza specifica in questo ambito». Giorgia, sottolinea il cantautore, «ha una grandissima esperienza politica- È stata sempre vicina alla gente. Ha il senso della società ed è interessata ai bisogni delle persone».

«Lo spauracchio della deriva fascista è una puttanata»

«Non ha bisogno di andare a comprarsi gli slogan come fanno i politici che vivono fuori dal mondo», aggiunge Morgan. E a chi dice che con la vittoria della Meloni c’è il rischio di una deriva estremista, replica: «Ma quale deriva estremista! L’alternanza politica è un segno di democrazia. Lei è l’unica che è stata in grado di fare opposizione in questi anni. Basta con questo spauracchio della deriva fascista è una puttanata pazzesca!. Parlano di fascismo perché evidentemente non hanno altri argomenti i mie colleghi, i cantanti che continuano gridare “fascismo, fascismo”’ sono soltanto degli individualisti che pensano solo al loro conto in banca. Non gliene frega niente della società. Il fascismo non esiste più così come non c’è più il Partito comunista».

La lingua italiana e l’amore per il nostro Paese

«Hanno massacrato la cultura italiana. Finalmente in un programma politico (quello di Fdi, ndr) c’è qualcuno che parla della lingua italiana. Era ora che qualcuno lo facesse. È grave ad esempio che i software che vendono nel nostro paese non abbiano dentro dei manuali in italiano. La Meloni è l’unica che nel suo programma elettorale ha mostrato interesse per il discorso linguistico e per il vocabolario della lingua italiana. C’era un passaggio nel suo programma in cui si diceva che ci sono ambiti in cui gli inglesismi vanno tolti. È giustissimo perché sennò la lingua italiana muore. Bisogna amare il nostro paese, mettiamo anche in Italia l’obbligo di trasmettere almeno il 50% di musica come fanno in Francia, solo così come si rafforzerebbe subito il mercato discografico».

Morgan: «Berlusconi è un cantante strepitoso»

Torniamoi a “Un giorno da pecora”. A proposito di cantanti, Morgan ha poi raccontato un aneddoto legato a Silvio Berlusconi. «È un grande cantante, canta bene, è un crooner. Una volta a Palazzo Grazioli, mi disse: “Morgan, lei è un grande intellettuale, ma come cantante così così”. E io gli risposi: «Lei invece come cantante è strepitoso. Lo chiamai per invitarlo a fare le selezioni boot camp di X-Factor insieme a me, sarebbe stato fantastico. E lui – conclude Morgan – mi disse: “Se vengo a fare questa cosa mi danno del guitto».

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