Mahsa Amini uccisa per una ciocca di capelli fuori posto. Tumulti in Iran, l’Onu condanna la repressione

20 Set 2022 15:31 - di Redazione
mahsa amini

Ancora proteste e violenze in Iran. Da giorni si susseguono le contestazioni a seguito della morte della 22enne Mahsa Amini, arrestata dalla polizia a Teheran con l’accusa di non indossare correttamente il velo e deceduta tre giorni dopo per le percosse ricevute.  Nel Kurdistan – Mahsa era originaria di questa zona della Repubblica Islamica – sono scoppiati scontri tra forze di sicurezza e manifestanti. Notizie non ancora verificate in modo indipendente hanno riferito di spari durante una manifestazione nella città di Divandarreh.

Iran, violenta repressione delle proteste

Proteste per la morte della giovane si sono registrate anche in altre città iraniane. Le forze di sicurezza respingono ogni accusa sulla morte di Mahsa mentre sui social media stanno circolando video di dimostranti che urlano slogan contro il governo, ed in alcuni video si vedono le forze di sicurezza che usano i gas lacrimogeni per disperdere le proteste.

Le donne iraniane si tagliano i capelli e bruciano lo hijab

Sempre sui social si stanno anche diffondendo video di donne iraniane che si tagliano i capelli ed in alcuni casi addirittura bruciano hijab, protesta simbolica per il fatto che la giovane – in vacanza con la famiglia a Teheran da una provincia del nord ovest del Paese – è stata fermata da una delle pattuglie della moralità perché dal velo le sfuggiva una ciocca di capelli.

Il video dell’attrice Anahita Hemmati

Tra le donne che stanno partecipando alla protesta l’attrice Anahita Hemmati, che ha postato un video su Instagram. La giornalista iraniana e attivista Masih Alinejad ha postato su Twitter un video, scrivendo che “le donne iraniane mostrano la loro rabbia tagliandosi i capelli e bruciando i loro hijab per protestare contro l’uccisione di Masha Amini ad opera della polizia”.

L’Onu chiede un’indagine indipendente sulla morte di Mahsa Amini

L’Onu denuncia “la violenta repressione” alle manifestazioni in Iran a seguito della morte di Mahsa Amini. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ad interim, Nada Al-Nashif, ha espresso oggi la sua preoccupazione. “La tragica morte di Mahsa Amini e le accuse di tortura e maltrattamenti devono essere indagate in modo rapido, imparziale ed efficace da un’autorità indipendente competente, assicurando, in particolare, che la sua famiglia abbia accesso alla giustizia e alla verità”. Secondo la portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissario, Ravina Shamdasani, “da due a cinque persone sarebbero state uccise” durante le proteste per la morte della giovane donna in diverse città del Paese, compresa la capitale Teheran dopo che la polizia ha “sparato munizioni vere” e usato gas lacrimogeni.

Gli Usa, tramite il segretario di Stato Antony Blinken, hanno chiesto al governo iraniano di porre fine alla persecuzione sistematica delle donne e di consentire proteste pacifiche.

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