Il Blues Festival si tinge di rosso: trasloca perché a Lucca c’è il centrodestra. FdI: accuse ignobili

14 Set 2022 10:42 - di Liliana Giobbi
blues festival

Vergognosa decisione dettata dal campagna di fango contro la destra. Il Blues Festival, la manifestazione musicale lascia Lucca e trasloca a Capannori. La decisione è stata annunciata dagli stessi organizzatori, con un post su facebook dai toni piuttosto accesi. Alla base della decisione ci sono motivi politici. Gli organizzatori spiegano che non vogliono associare la manifestazione alla nuova giunta di centrodestra. «Il nome della nostra associazione», le loro parole, «non saranno mai accostati, nemmeno per sbaglio, a simili personaggi. I diritti civili e l’antifascismo sono un muro insuperabile per i nostri valori» 

Blues Festival, la reazione di Fratelli d’Italia

Immediata la reazione. «Offese sconcertanti e immotivate contro l’amministrazione Pardini e Fratelli d’Italia. Affermazioni tanto brutali quanto qualunquiste quelle del presidente dell’associazione Lucca Blues Festival». Lo dichiarano il consigliere regionale di FdI Vittorio Fantozzi, il coordinatore Marco Martinelli e il consigliere provinciale Matteo Petrini. «La cultura e la musica dovrebbero unire, non sono di sinistra o di destra, ma patrimonio universale. Invece, questo signore si permette affermazioni allucinanti dettate dalla pancia e da quello snobismo forcaiolo che ha ridotto l’Italia in fazioni belligeranti. Una fabbrica d’odio abile a spargere menzogne rivangando reminiscenze lontane anni luce dai bisogni e necessità della gente. Lucca è città aperta, dei lucchesi e del mondo, le sguaiate offese di xenofobia, razzismo e omofobia non connotano l’attuale amministrazione. Ma denotano il personaggio che le ha pronunciate. Il presidente è libero di portare la sua associazione dove vuole ma eviti di confondere la cultura con la politica militante. E invitiamo la Provincia di Lucca e la Regione Toscana a prendere le distanze da affermazioni gravi e lesive».

«Inaccettabili le accuse di razzismo e omofobia»

Non solo. «Vorremmo anche ricordare che Giorgia Meloni è presidente dei conservatori e riformisti europei», puntualizzano gli esponenti di FdI. «Guida quello che i sondaggi definiscono il primo partito d’Italia. E considera i valori della persona e della famiglia come imprescindibili. Quindi, lo invitiamo a fare campagna elettorale dalle liste di un partito o all’interno di centri sociali, e non dalla presidenza di un’associazione che dovrebbe unire».

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