Enrico Ruggeri contro la svolta gender della Treccani: “Avevamo la lingua più bella del mondo…”

13 Set 2022 20:29 - di Adriana De Conto
Ruggeri Treccani

“Avevamo la lingua più bella e completa del mondo, figlia di padri greci e latini…”. E’ Enrico Ruggeri a polemizzaare con la Treccani. Lo fa su Twitter, rilanciando un articolo di Luigi Mascheroni sul Giornale, il quale a sua volta aveva commentato: “Ci occupiamo di nuovi fascismi di Bollette e gas. Poi crolla il mondo occidentale e va bene così…Purtroppo la battaglia è persa completamente“. Non va giù ad Enrico Ruggeri che il prestigioso vocabolario della Treccani si sia piegato ai diktat boldriniani. Accogliando voci quali architetta, notaia, medica, soldata, chirurga. Che un istituto di tal prestigio si pieghi a fare cronaca corrente ha lasciato sbigottiti linguisti, scrittori e gran parte degli italiani. La presentazione del  il primo “Dizionario della lingua italiana” che lemmatizza anche le forme femminili di nomi e aggettivi tradizionalmente registrati solo al maschile fa infatti cadere le braccia.

Enrico Ruggeri: “Avevamo la lingua più bella,figlia di padri greci e latini”

Si tratta di un colpo ben assestato alla bellezza della lingua italiana che però alla Treccani, spiegano, è “un progetto ambizioso e rivoluzionario”.  Enrico Ruggeri, sempre controcorrente e mai uso a lisciare il pelo del mainstremingaggia sui social un duello con chi, invece plaude all’inclusività delle nuove scelte.  Ma la  rivoluzione gender dell’edizione 2022 del Vocabolario Treccani non gli va giù. Come ha scritto stamattina sul Secolo Lorenzo Peluso, “la questione di genere merita certamente tutto l’interesse della società civile, con un cambio radicale del nostro agire. Ma la lingua in tutto questo non può e non deve entrarci.”. La pensa così anche il cantautore e conduttore.

Caso Treccani: “stucchevoli forzature grammaticali”

Su twitter alcune donne lo provocano: “Enrì, lo sappiamo che sei rimasto fermo a “Siamo così, dolcemente complicate”,  gli scrivono citando un testo della Mannoia. Lui risponde in modo molto lineare: “Io sostengo che le battaglie civili e la parità dei sessi non passano attraverso stucchevoli forzature grammaticali, tutto qui”. Di fronte agli insulti che sta ricevendo una follower lo esorta:”Lascia perdere, il furore ideologico impedisce loro di ragionare, comprendere”. Lui insiste: “Hai ragione, dovrei lasciar pardere, ma non mi rassegno a vedere un mondo così imbruttito”.

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