Danilo Toninelli ne spara un’altra delle sue: «Il reddito di cittadinanza è un atto d’amore»

21 Set 2022 17:18 - di Eleonora Guerra
toninelli reddito di cittadinanza

Per lo meno Danilo Toninelli lo ammette: il reddito di cittadinanza è decisivo per l’esito elettorale del M5S. Però, guai a parlarne come di «voto di scambio», perché il sussidio, che nei fatti ha dimostrato di non dare alcuna prospettiva di riscatto attraverso il lavoro, è «un atto d’amore» verso i poveri. E, insomma, per quanto l’argomento sia serissimo, Toninelli offre l’assist per una battuta fin troppo facile: il M5S ama così tanto i poveri che vuole mantenerli poveri per sempre. Mica come quella cattivona di Giorgia Meloni che, ha ripetuto Toninelli, «li odia», come appare evidente dal fatto che in alternativa all’assistenzialismo propone politiche attive per il reinserimento occupazionale di chi può lavorare.

Toninelli: «La Meloni odia i poveri. Il reddito di cittadinanza è un atto d’amore»

Testualmente il senatore M5S ha detto: «La Meloni odia i poveri. Perché il reddito di cittadinanza è un atto d’amore e di aiuto a favore di chi si trova in difficoltà economica. L’esatto opposto del voto di scambio, che è un atto spesso criminale». Quindi, intervistato dall’Adnkronos, ha chiarito che, sì, il fattore “reddito” ha un ruolo nel consenso elettorale del M5S. «Certamente», ha risposto a una domanda sul tema, aggiungendo che «reddito e salario minimo sono gli unici che potranno garantire la stabilità sociale nei difficili anni a venire». Altrimenti sarà rivolta, ma che diciamo “rivoluta”, sarà «guerra civile».

Il M5S ci ricasca ed evoca «la guerra civile»

«Non averli entrambi ci esporrà a disordini, se non peggio a una guerra civile. Questo la gente che vive le difficoltà quotidiane l’ha bene capito e per questo ci voterà», ha assicurato Toninelli, avventurandosi su un terreno impervio che era già stato percorso da Giuseppe Conte. Il copyright sulla «guerra civile», infatti, va riconosciuto al leader del M5S, che già un paio di settimane fa sostenne che «togliendo il reddito di cittadinanza, la Meloni vuole la guerra civile». Un’uscita piuttosto irresponsabile, gli fu fatto notare allora da più parti, senza che però oggi Toninelli ne tenga conto.

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