C’eravamo tanto amati. Anche Calenda “sfiducia” il suo premier Draghi: “Deve darsi una mossa”

9 Set 2022 9:59 - di Lucio Meo

“Draghi deve darsi una mossa…”. Per la prima volta, in questa campagna elettorale, Carlo Calenda attacca il suo amatissimo Mario Draghi, in una intervista a ‘Repubblica‘. Una ramanzina “storica”, quella rivolta dal leader del Terzo polo al suo premier di riferimento, una domanda che lo pone sulla stessa linea del centrodestra e dei grillini e che pone, per la prima volta, un paletto politico della sua area di centro rispetto al progetto di un Draghi-bis dopo le urne. “Ritengo sia un errore che il governo non sia ancora intervenuto. Che cosa aspetta Draghi?”.

Calenda contro Draghi su bollette e debito

E il suo intervistatore su Repubblica si stupisce… “La notizia è che lei, il leader che più si ispira a Draghi, ingiunga ora al premier di “darsi una mossa” senza attendere l’Ue.«È così. C’è il rischio di una totale deindustrializzazione del Paese a livello di piccole, medie e grandi imprese. Sta avvenendo questo, non è una bufala. Quindi abbiamo bisogno non solo che Draghi vari subito un decreto per abbassare fino a fine ottobre il costo dell’energia, ma dobbiamo anche pensare a rimborsare le ultime bollette, altrimenti il sistema industriale salta».

Bollette e scostamento di bilancio, dunque. Questi gli ultimatum dei “draghiani” a Draghi. “La manovra di appiattimento delle bollette a non più del 4 per cento può essere fatta con le entrate fiscali aggiuntive che già ci sono. Se dovesse esserci la necessità di fare un piccolo extra deficit, io proprio non mi porrei il problema”, prosegue il leader di Azione, anche qui in netta contraddizione con la linea del “suo” governo. “Siamo nell’ordine dei 15 miliardi di euro di intervento per portare tutta l’industria manifatturiera energivora a pagare 100 euro a megawattora e rimborsare le bollette già arrivate”.

“Una questione di sicurezza nazionale”

Per Calenda, “le persone che ricevono queste bollette impazzite le ricollegano alla guerra e incomincia a venir meno il sostegno all’Ucraina. È questo il danno gigantesco che si sta producendo, che mette a rischio anche il posizionamento dell’Italia rispetto alla Nato e all’Ue. Anche per questo chiedo a Draghi di intervenire immediatamente. È diventata una questione di sicurezza nazionale”.

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