Campagna elettorale al rush finale, Meloni: «Tutti a piazza del Popolo, la dobbiamo riempire!»

21 Set 2022 19:35 - di Sveva Ferri
meloni piazza del popolo

«Per scaramanzia usiamo il condizionale: potrei essere premier…». Giorgia Meloni continua ad andarci cauta rispetto a chi la dà già a Palazzo Chigi, perché, ribadisce «io le battaglie sono abituata a combatterle prima di dichiararle vinte». E poi perché «un po’ anche mi spaventa questo racconto che abbiamo già vinto. La democrazia italiana ci ha sempre regalato un sacco di sorprese. E non vorrei che questo racconto deconcentrasse». Dunque, Meloni alla vigilia della grande manifestazione di piazza del Popolo, a due giorni dalla fine della campagna elettorale e a quattro dal voto, è più convinta che mai che non si debba mollare la presa, che sia essenziale mobilitare fino all’ultimo voto per dare all’Italia un governo stabile.

Meloni: «Ci vediamo tutti a piazza del Popolo, la dobbiamo riempire!»

Così, mentre continua a presentare i programmi e le visioni del partito in ogni sede, dal salotto del Messaggero.it dove è stata intervistata dal direttore Massimo Martinelli e da Barbara Jerkov, a quello di Pomeriggio Cinque di Barbara D’Urso, la leader di FdI chiama alla mobilitazione anche per l’appuntamento di giovedì in piazza del Popolo, dove alle 17.30 chiuderà la campagna elettorale insieme agli altri leader del centrodestra. «Ci vediamo tutti a piazza del Popolo, giovedì alle 17.30, per la grande chiusura della campagna elettorale, elezioni politiche 2022: la dobbiamo riempire», si legge nel messaggio whatsapp di Meloni che sta girando in queste ore.

Cosa significherebbe una donna premier per l’Italia

L’occasione è storica. Non solo per la destra e il centrodestra, ma per l’Italia. A sottolinearlo è stato lo stesso direttore del Messaggero, chiedendo a Meloni, nel corso della lunga intervista video, se il fatto di diventare la prima donna premier d’Italia potrebbe «generare un effetto a catena per tutte le donne che aspirano ad andare al vertice». «Se lo faccio bene, sì», ha risposto sorridendo Meloni, aggiungendo però che «intanto il fatto stesso di arrivarci è un segnale per una nazione della quale si dice sempre “l’Italia è pronta”. In tutta Europa – ha ricordato Meloni – ci sono presidenti del Consiglio, Cancellieri, capi di governo donna, e anche molto giovani».

«Le donne per farcela non hanno bisogno delle concessione di un maschio»

«Questo fatto che l’Italia sia sempre vista come un Paese un po’ indietro, un po’ arretrato – ha chiarito – a me non piace, ed è un riflesso pavloviano che a volte hanno le donne stesse. Quindi, sarebbe dire “ce la si può fare” e che per farcela non te lo deve concedere un maschio». Un’idea che circola a sinistra, sostenuta dalla politica delle quote, e che «a me – ha sottolineato Meloni – manda ai matti». Inevitabile che la domanda successiva, posta da Jerkov, fosse sull’aborto. «La sinistra dice che se vincerà il centrodestra la legge 194 è a rischio», ha ricordato la giornalista. «La sinistra dice un sacco di bugie perché non può dire la verità», ha replicato Meloni, che sul tema è tornata poi anche da Barbara D’Urso.

«Non voglio abolire la legge sull’aborto»: Meloni lo ripete in quattro lingue

«Non voglio abolire né modificare la legge sull’aborto, non so più come dirlo», ha ribadito Meloni a Pomeriggio Cinque su Canale 5, ripetendo il concetto poi in più lingue, in francese, in inglese e – sollecitata dalla conduttrice Barbara D’Urso – anche in spagnolo. «Ecco ve l’ho detto pure in spagnolo anche se non sono sicura che aborto si pronuncia così… Ora come ve lo spiego ancora? Vi faccio un disegno?», ha incalzato la leader di FdI, soffermandosi poi sul tema dei diritti Lgbt, sul quale Barbara D’Urso nel tempo ha dimostrato sensibilità. «Rispetto all’ordinamento attuale non ci saranno modifiche», ha chiarito Meloni, rivendicando però di «non essere con l’adozione o l’utero in affitto, ma quelli non ci sono nel nostro ordinamento: quello che c’è, c’è…».

I rapporti con Salvini? «Ricostruzioni sono surreali. Ci mandiamo dei messaggi e ci scherziamo su»

Poi una confidenza sui suoi rapporti con Salvini, nella cornice dei rapporti all’interno del centrodestra che vengono raccontati come tesi. «È normale che in campagna elettorale ognuno cerca di raccontare anche le sue differenze rispetto agli altri, altrimenti il centrodestra sarebbe un partito unico. Domani – ha ricordato Meloni – chiudiamo tutti insieme la campagna elettorale e lo abbiamo voluto fare per ribadire questo concetto di unità. Leggo delle ricostruzioni surreali su di me e Salvini, ogni tanto ci mandiamo la mattina dei messaggi sui titoli di giornali e ci scherziamo sù. Queste ricostruzioni vengono fatte nel tentativo di farci litigare, ma il gioco lo abbiamo capito e – ha concluso Meloni – scemi non siamo».

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