Zangrillo torna a scagliarsi contro il numero chiuso a Medicina: «Non è garanzia di qualità»

19 Ago 2022 17:59 - di Redazione
Zangrillo

«Lo dico da più di dieci anni: il numero chiuso a Medicina non è garanzia di qualità». E «prepararsi ai quiz dal quarto anno delle scuole superiori è immorale». Non usa mezzi termini Alberto Zangrillo, prorettore dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano e direttore del Dipartimento di anestesia e terapia intensiva dell’Irccs ospedale San Raffaele, interpellato dall’Adnkronos Salute sul tema. Non è la prima volta che lo specialista si esprime in maniera molto critica sul sistema del numero chiuso che regola, limitandolo in partenza, l’accesso ai corsi di laurea di Medicina e Chirurgia in Italia. Nell’arco di un decennio ha definito i test a più riprese “iniqui” e “dannosi”, ne ha proposto l’abolizione e ha accolto con scetticismo gli annunci di riforma dei ministri che si sono susseguiti alla guida del dicastero dell’Università e ricerca.

Zangrillo sull’accesso a Medicina

Oggi il dibattito si riapre: crescono le Regioni che lamentano mancanza di medici e lanciano appelli affinché si riveda il sistema. Sul fronte nazionale il ministro dell’Università e Ricerca, Maria Cristina Messa, come cambiamento propone un percorso che parte appunto dal quarto anno delle superiori. Ma Zangrillo obietta: «Fare il medico bene vuol dire avere il dono di interpretare una vita di enormi sacrifici al servizio del malato. Per l’accesso a Medicina e Chirurgia dobbiamo selezionare anche e soprattutto sulla base di parametri qualitativi attitudinali che emergono entro il primo anno di facoltà».

«I medici vanno pagati bene o moriremo curati da mediocri»

E poi lancia una provocazione. «La programmazione è fondamentale. Il Ssn ha necessità di specialisti in grado di fare la diagnosi e decidere la cura, medici che sanno lavorare in pronto soccorso e in sala operatoria. Queste persone, medici e infermieri, sono quelle a cui affideremo la vita dei nostri figli e vanno pagate bene, molto bene. Altrimenti varranno le regole del reddito di cittadinanza sanitario e moriremo tutti perché “curati” da gente mediocre e improvvisata».

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