Sondaggi, il centrodestra vola al 48,2% ed è avanti di quasi 19 punti. FdI primo partito

26 Ago 2022 13:34 - di Fortunata Cerri
Sondaggi

Il sondaggi premiano il centrodestra. Secondo l’ultima rivelazione il centrodestra ha un vantaggio quasi incolmabile sulla coalizione di centrosinistra: 48,2% contro 29,5%, mentre il M5S, che corre da solo, sembra in leggera ripresa (10,9%).  La Supermedia Agi/Youtrend sulle intenzioni di voto dal 10 al 24 agosto, cristallizza una previsione di netta vittoria della coalizione di Meloni-Salvini-Berlusconi, con Nci e Udc.

Sondaggi, FdI primo partito

Come riporta il Giornale, l’ultima media ponderata dei sondaggi nazionali di Demopolis, Emg, Noto e Tecnè indica in FdI il primo partito, con il 24,3 % (+0,3 rispetto all’11 agosto) contro il 22,7 (-0,5) del Pd. Quanto agli altri, Lega 13,4 (uguale), M5S 10,9 (+0,5), Forza Italia 8,4 (-0,2), Terzo Polo 5,9 (+1,1), Verdi/Sinistra 3,4 (-0,2), Italexit 2,8 (=), +Europa 2,3 (-0,3), Nci-Udc 2,2 (+0,4), Ipf-Impegno civico 1,1.

Sondaggi, Mannheimer: «Conteranno i confronti tv»

«Il quadro è ragionevole – dice il sociologo e sondaggista Renato Mannheimer, così come si legge su Il Giornale –, e non mostra grandi modifiche dalle ultime rilevazioni, perché in tanti sono in vacanza e c’è poco interesse per la politica. Noi vediamo un grande dibattito sui social, ma è riservato agli elettori già impegnati, rafforza la militanza ma non sposta voti. Nelle prossime settimane – spiega il sondaggista – conteranno i confronti tv e quello che i leader sapranno dire alla gente».

«Non so quanto gioverà a Letta aver ingaggiato la sfida con la Meloni»

«Ora – continua Mannheimer – tutto fa pensare che finirà con una grande vittoria del centrodestra, però le campagne elettorali in passato sono riuscite a cambiare molto (basta ricordare quel che riusciva a fare Berlusconi) e a fine estate qualcosa può spostarsi. È importante per il centrosinistra di Pd-Verdi/SI-+Eu-IPF, la lotta per il primo partito voluta da Enrico Letta. Non sembra dare i risultati voluti, ma 2 punti possono cambiare rapidamente. Non so quanto gioverà al leader Pd aver ingaggiato questa sfida a due con Giorgia Meloni come nemico (…)».

«Il 10% degli indecisi può fare la differenza»

Quanto agli indecisi, per Mannheimer del circa 40% i tre quarti rimarranno lontani dalle urne. «Ma il restante 10% può fare differenza. Conterà l’appeal dei leader. Alle ultime europee i più hanno deciso nell’ultima settimana, che anche stavolta sarà cruciale».

 

 

 

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