Renzi a valanga su Di Maio: «Da 6 mesi pensa a come dare un seggio agli amici degli amici»

13 Ago 2022 9:04 - di Giorgio Sigona
renzi di maio

Nuovo attacco di Renzi a Di Maio. «Mi fa arrabbiare. Luigi Di Maio è il ministro degli esteri, sono 6 mesi che dalla mattina alla sera pensa al suo partitino e a come garantire un seggio agli amici degli amici». Lo dice il leader di Italia viva a “Controcorrente” su Rete4. Non gli sono andate giù le parole di Luigi Di Maio ( «Renzi e Calenda sono due estremisti che aiutano la destra»).

Renzi su Di Maio: farebbe meglio a stare zitto

«Di Maio voleva l’impeachment di Mattarella e ora fa finta di scandalizzarsi per le parole di Berlusconi. Ha detto di tutto del Pd, che portava via i bambini da Bibbiano con l’elettrochoc. Questo signore qui è andato a elemosinare un seggio salendo i gradini del Nazareno nella sede del Pd. Una persona normale, prima di parlare, direbbe, “forse è meglio se sto zitto”. Nel caso di Di Maio c’è di peggio. Non mi interessa del suo seggio, se gli elettori di Pomigliano vogliono votarlo. Contenti loro contenti tutti».

«Dovrebbe ricordarsi di essere ministro»

L’attacco di Renzi a Di Maio non si ferma qui. «Ma nel suo caso mi indigno ancora di più perché questo signore è il ministro degli Esteri. Lui ha fatto la scissione il giorno in cui Draghi era a Kiev, insieme a Macron e Scholz. Non sta toccando palla su tutti i principali dossier internazionali. Di Maio in teoria dovrebbe ricordarsi almeno un’ora ogni 24, che lui è il ministro degli Esteri».

Anche Conte nel mirino: «Batte il record di camaleontismo»

Un attacco anche a “Giuseppi”. «Conte di poltrone se ne intende, di altre cose un po’ meno», dice Renzi a Controcorrente. È la risposta al presidente del Movimento 5 stelle che, a proposito dell’accordo Renzi – Calenda, ha parlato di «poltrona per due». Poi aggiunge: «Conte batte il record di camaleontismo. Non c’è nessuno che ha governato sia con Salvini che con la sinistra estrema con la stessa faccia di bronzo. C’è solo una persona, si chiama Giuseppe Conte. Prima di parlare di coerenza dovrebbe parlare di coscienza».

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