Provenzano: «Meloni vuole portarci in guerra con la Libia». Il Pd le spara sempre più grosse

30 Ago 2022 13:11 - di Viola Longo
provenzano

In principio è stato l’allarme fascismo, ma, insomma, sondaggi alla mano, non ha dato grandi risultati. Poi è arrivata la bancarotta, evocata ieri da Laura Boldrini, anche in questo caso senza grande successo, visto che la faccenda si è risolta in una sequela di insulti e irrisioni social. Ora contro il centrodestra, e Giorgia Meloni in particolare, il Pd alza ulteriormente il tiro, arrivando a sostenere, con Giuseppe Provenzano, che la leader di FdI «ci vuole portare in guerra con la Libia». Insomma, le sparate dem puntano sempre più in alto, incuranti del fatto che più che botti provocano tonfi.

Provenzano: «Meloni ci vuole portare in guerra con la Libia»

Il vicesegretario Pd, dunque non esattamente un anonimo troll, ha sostenuto che la leader FdI vuole muovere guerra ai nostri dirimpettai nel Mediterraneo nel corso di Agorà Estate su Rai Tre. L’ex ministro per il Sud ha preso le mosse dalla visita di ieri di Giorgia Meloni e Matto Salvini in Sicilia sostenendo che «ieri non hanno minimamente parlato delle Sicilia, anzi l’unica proposta che ha fatto la Meloni sulla Sicilia è il blocco navale, che è una dichiarazione di guerra, ci vuole portare in guerra con la Libia».

L’ostinazione del Pd a inanellare brutte figure

Dunque, il Pd non solo prosegue imperterrito nella campagna di demonizzazione, ma gonfia sempre di più le sue fake insostenibili, nonostante questo lo porti a inanellare una serie di brutte figure. L’ultima, quella inferta a Enrico Letta da un semplice promemoria che gli ha presentato da Ignazio La Russa proprio sul tema del blocco navale. «Letta potrebbe ricordare che è già avvenuto con l’invio in Libia di nostre motovedette in accordo con l’allora governo libico di Gheddafi e se sforza la memoria troverà almeno un altro esempio con un governo a lui vicino», ha ricordato di recente il senatore di FdI, facendo riferimento in particolare alla misura adottata dal governo di Romano Prodi nel 1997. In tempi più recenti, nel 2017, inoltre, una soluzione simile fu presa in considerazione anche dal governo Gentiloni.

Memoria corta o assenza di onestà intellettuale?

Ma anche ammesso che Provenzano, Letta e tutto il Pd patiscano una grave forme di amnesia, basterebbe loro ascoltare per evitare di esporsi in questo modo al ridicolo. Meloni, infatti, ha sempre chiarito che il blocco navale non è una misura di guerra, ma un intervento da portare avanti come «missione europea in accordo con le autorità libiche, per aprire in Africa gli hot spot, valutare chi ha diritto di essere rifugiato, mandare indietro gli altri». Parole di ieri, non di anni fa, che potrebbero essere facilmente trattenute anche la più ostinata delle memorie selettive. A patto, è ovvio, di avere un minimo sindacale di onestà intellettuale.

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