Ora tocca alla “Stampa” prendere il testimone del bollettino quotidiano anti Meloni

23 Ago 2022 15:30 - di Alberto Consoli
La Stampa Meloni

Ma davvero? Tutta la prima pagina del quotidiano La Stampa del 23 agosto è “dedicata” alla delegittimazione di Giorgia Meloni. Tranne due pezzi di taglio basso dedicati al calcio e al vaiolo delle scimmie e all’Ucraina, il resto si occupa di Fratelli d’Italia e della sua leader. Il quotidiano diretto da Giannini prende il testimone del “bollettino” quotidiano antimeloniano, polarizzando lo scontro elettorale. Campeggia il titolo “Meloni, attacco ai diritti“, all’inseguimento del Letta-pensiero che ha plaudito alle “devianze”, almanaccando che prevedere investimenti per lo sport sia criticare obesi e anoressici. Anche qui capovolgendo l’assunto: il problema è la Meloni che vuole più sport e non le tossicodipendenze, l’alcolismo, la violenza giovanile in drammatico aumento, i disturbi alimentari e la depressione. Stendiamo un velo.

La Stampa agita lo spauracchio dello squadrismo

C’è un po’ di tutto per screditare Meloni e i suoi seguaci nelle pagine successive. C’è il ritorno dello squadrismo fascista nel ‘fondo’ dell’autore del reportage da Predappio su una mostra sul Ventennio che sta girando in Italia. L’autore avrebbe ricevuto minacce telefoniche, scrive il quotidiano, e questo certo è da denunciare e deplorare. Ma da qui a tirare in ballo come fa Marco Revelli il “fascismo eterno”, ricalcando la tesi di Umberto Eco ce ne corre. E poi partono all’attacco le donne sul video dello stupro di Piacenza- pubblicato oscurato, ribadiamo oscurato, dalla Meloni- che ribaltano il problema: è la Meloni che umilia le donne e non gli stupratori. Nadia Terranova, Michela Murgia pontificano dalla ‘prima’: “Siamo tutte in pericolo, se la violenza viene esibita”, commenta la prima. Vorremmo capire: gli stupri esistono e le cronache li raccontano ogni giorno. Prima del video le due firme non rilevavano che esisteva un problema grave per le donne?

“Palozoico ideologico”

Ci sono tutti gli ingredienti del “palozoico” ideologico.  C’è il vecchio partigiano che rincara la dose riportando l’orologio di queste elezioni a 70 anni fa. E c’è Gianni Cuperlo che chide quasi ai candidati di Fdi l’analisi del sangue per controllare se i valori antifascisti sono buoni. Il tutto mentre candidati e candidate del Pd balzano al disonore delle cronache pubblicando – e poi cancellando- post anti israele e innegianti a Stalin e al comunismo. Siamo su “Scherzi a Parte”?

 

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