Letta tenta l’ultimo “suicidio” candidando la fedelisima di Di Maio. Crosetto lo umilia

21 Ago 2022 16:32 - di Adriana De Conto
Letta Castelli

“Così prenderà il -30 per cento” Un Guido Crosetto tombale su Enrico Letta a getta benzina sul fuoco su una base del Pd arroventata di suo.  “Letta ti stai suicidando”. “Nel Pd siete invotabili”. “Campagna senza idee, parlate solo della Meloni”. La base del Pd è infuriata con il segretario per le candidature e non solo. I seguaci sono inferociti e certo i casi di Ruberti e la grana “antisemita” scoppiata nel partito hanno messo Letta all’angolo, in forte imbarazzo. L’unica parola che sa dire è “Meloni”. “E’ il suo stalker”, lo prende in giro il Giornale. Basta fare un giretto sui social per constatare l’avversione per la deriva presa dalla sua campagna elettorale. A cosa si riferisce Crosetto? Alla “paracudata” nelle liste dem di Laura Castelli, già deputata del Movimento 5 Stelle e fuoriuscita dal partito di Giuseppe Conte per seguire Luigi Di Maio. Sarà candidata – meglio, questa era l’intenzione di Letta-  per il centrosinistra nel collegio di Novara. Di qui il tweet al vetriolo di Crosetto:Tutti scandalizzati per la candidatura di Laura Castelli per il Pd nell’uninominale di Novara, che è uno dei peggiori collegi d’Italia per il centrosinistra: parte da -30/33 per cento“.

Letta voleva candidare la “dimaiana” Castelli al posto di una dem

C’è tutto il sarcasmo del cofondatore di Fratelli d’Italia Guido Crosetto.  Una candidatura risultata altamente indigesta alla base Pd, elettori e dirigenti locali. La Stampa parla di un “ribaltone, un blitz romano di prim’ordine per le modalità e il risultato”. La Castelli sarebbe stata “paracadutata” dal Pd in una sorta di blitz nella serata di sabato: per lei la candidatura all’uninominale della Camera a Novara e Verbania, al posto della dem  Milù Allegra. E non ha certo lasciato un buona ricordo la Castelli. L’ex grillina, ricorda il quotidiano diretto da Massimo Giannini, “per il centrosinistra piemontese è sempre stata un’acerrima nemica. Sei anni fa, infatti, la viceministra dell’Economia – ai tempi parlamentare – aveva preso di mira una candidata alle amministrative del Pd, insinuando che avesse un legame con l’allora sindaco Fassino e per questo nel 2021 Castelli è stata condannata per diffamazione aggravata“.

Il Pd si fa male da solo: base in rivolta

Ma ecco che si materializza la figuraccia per il segretario dem. Il colpo di scena, il ribaltone nel ribaltone. La sottosegretaria all’Economia ora con Di Maio in Impegno civico, ha fatto il gran rifiuto. Lo riporta l’agenzia Agi.  “Scopro dai giornali, e da qualche simpatico tweet, che sarei candidata all’uninomimale di Novara. No grazie, ‘casa mia’ è Collegno, se la coalizione ha fatto altre scelte ne prendo atto e in pieno spirito di squadra darò il mio contributo nei plurinominali di Impegno Civico”. Bastano i rumors sull’eventuale candidatura di Castelli nel collegio uninominale della Camera di Novara e Varbania ha mettere in ebollizine il Pd. Molti esponenti dem hanno attaccato duramente Letta. Lo riporta il Riformista: “Mentre lei ufficialmente rifiuta l’eventuale candidatura, Saverio Mazza, ex responsabile organizzazione Pd Torino e attualmente membro della direzione metropolitana Dem, si è autosospeso”.

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