Letta piagnucola per i fischi al Meeting: una brutta botta, ha perso il confronto con Meloni

24 Ago 2022 11:20 - di Mia Fenice
letta meloni

Non gli sono andati giù, i fischi al Meeting di Rimini. Enrico Letta sperava in qualcosa di meglio. Piagnucola: « Sono rimasto colpito dal fatto che la platea non abbia apprezzato la proposta di estensione dell’obbligo scolastico». Era convinto che, lanciando l’idea, avrebbe fatto restare a bocca aperta la platea. Invece gli è andata male. E cambia subito argomento: «Cosa mi sono detto con Giorgia Meloni? Vedo che sono anche state postate delle foto in cui eravamo tutti insieme. Mi dispiace moltissimo deludere la curiosità ma l’unico tema è stato l’organizzazione del dibattito», dice a Rtl 102.5. «È stato un dibattito utile», taglia corto.

Freddezza per Letta e applausi per Meloni

Ma la freddezza della platea del Meeting nei suoi confronti è su tutti i quotidiani. Che, peraltro, mettono in risalto il successo ottenuto dalla leader di Fratelli d’Italia. Scrive La Verità, «ovazione per Giorgia Meloni mentre Enrico Letta raccatta fischi per la sua strampalata proposta di rendere obbligatori gli asili nido. Uno statalismo educativo che trova giustificazione nel progetto di Stato totalitario che toglie i bimbi alle madri per renderli insicuri, manipolabili, cagionevoli».

Libero, dal canto, suo osserva: «Già: fin dalla presentazione del direttore del Corriere Luciano Fontana è stato subito “Forza Giorgia”, scandito dal pubblico. Ed è continuato così fino a quando la leader di FdI si è congedata, con un panino donato da un volontario, dall’auditorium».

E poi sottolinea ancora: «Il termometro, come accade sempre da queste parti, è l’applausometro: accoglienza e commiato gelidi per l’ex grillino Luigi Di Maio. Di cortesia per il renziano Ettore Rosato. Qualche timido applauso ma soprattutto contestazioni rumorose al leader del Pd Enrico Letta».

«Cl acclama Giorgia»

Anche il Messaggero racconta che “Cl acclama Giorgia”.  «Sul palco – si legge sul quotidiano romano –  Meloni viene accolta dal pubblico di Comunione e liberazione con applausi fragorosi e i consueti cori. Un benvenuto riservato solo a chi in casa ci gioca davvero (…). Sono eloquenti infatti i volti di Letta, Di Maio e Rosato che fino ad un attimo prima apparivano rilassati – tutti insieme – al bar per concordare temi e regole di ingaggio (foto su cui Letta sarà costretto a dare spiegazioni sui social). I tre capiscono subito che non sarà una passeggiata. È come giocare fuori casa».

«Gli umori più neri sono una quasi esclusiva di Letta»

Il Messaggero racconta poi che «gli umori più neri sono una quasi esclusiva di Letta. Che prima chiacchiera con Meloni amichevolmente – coprendosi la bocca per nascondere il labiale tipo i calciatori – e poi prova ad attaccare. Non gli riesce molto però. Anzi subisce il ritmo incalzante della leader (…) Letta fatica. Fa notare che il suo è l’unico partito che non ha il nome del leader nel simbolo. “E che mi frega” si sente tra i ciellini».

Letta si becca i “buuu”

Il Messaggero scrive ancora: «Il leader si becca una piccola contestazione quando propone di estendere l’obbligatorietà della scuola da quella dell’infanzia “fino alla maturità”. Il pubblico non gradisce. Dallo stesso punto della sala da cui partono gli applausi per “Giorgia” si sente “i giovani devono andare a lavorare”. “Certo che beccarci i buuu al primo confronto non è il massimo”, sospirano nello staff del Segretario. Nel tutti contro tutti del Meeting, quello di Meloni è un uno a zero abbastanza evidente tra i presenti».

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