I centri sociali ricompaiono in campagna elettorale: «Salvini, mangiati la m…»

23 Ago 2022 10:55 - di Mia Fenice
Salvini

La campagna d’odio contro il centrodestra continua. Non bastavano gli attacchi sul “pericolo nero”, sul video dello stupro, l’analisi di ogni frase – parola per parola – pronunciata dai leader della coalizione. Si vanno a cercare le virgole pur di creare un putiferio. E ora tornano gli estremisti di sinistra, i tanto coccolati centri sociali. Che appaiono come d’incanto in ogni campagna elettorale e si scagliano con insulti (ma anche con violenza) contro le manifestazioni dei “nemici”. Basti ricordare quanto accaduto nelle ultime sfide, dai cori per disturbare i comizi a “Bella Ciao” intonata per dar fastidio. Nel mirino, ultimo di una serie, finisce ora Matteo Salvini.

Striscione contro Salvini a Giulianova

Uno striscione che offende il leader della Lega, Matteo Salvini, è stato piazzato, sul lungomare Zara a Giulianova (Teramo), dove era atteso proprio il segretario nazionale del Carroccio per la campagna elettorale.  «Salvini mangiati la m… L’Abruzzo ti schifa», questo il messaggio. E Salvini, sui social, pubblica l’immagine e scrive: «Sarò con gli Amici della Lega di Giulianova, alle 21, ma evidentemente a qualche “democratico” non piace tanto l’idea (speriamo non minaccino di morte pure noi). Credo proprio che dopo il 25 settembre avranno bisogno di un bel camion di Maalox».

I sinistri si scatenano anche sui social ma c’è chi si dissocia

E sui social i sinistri si scatenano con una valanga di vergognosi insulti. Scrive un utente: «Avviso subito i miei parenti di fare scorte di pomodori marci». E un altro aggiunge: «Devi solo seguire l’invito nessuno ti minaccia è solo una mangiata in più, che vuoi che sia…». E ancora un altro: «Non ti si può schifare? Cosa c’è di non democratico nello schifarti?». Poi c’è anche chi si dissocia: «Io non tifo Salvini ma della cattiveria di certi elementi che si professano essere di sinistra provo enorme vergogna. La Democrazia non è questa, assolutamente d’accordo».

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