Feltri: Giulia e Alessia vittime della mancanza di regole, alle 7 di mattina dovevano stare a dormire

6 Ago 2022 11:46 - di Redazione
Giulia Alessia

La tragedia di Riccione ha visto spezzarsi le giovanissime vite di Giulia e Alessia Pisanu,  15 e 17 anni. Lasciando i genitori attoniti e costernati. Un lutto che ispira a Vittorio Feltri alcune riflessioni amare. Gli adolescenti, è il titolo del suo editoriale odierno su Libero, vanno “tenuti al guinzaglio”. E ciò va detto, a suo avviso, non per condannare i familiari che anzi meritano il massimo rispetto. Ma per ribadire alcune ovvietà “affinché drammi simili a quello che si è verificato a Riccione non accadano mai più. O almeno non avvengano tanto di frequente”.

Feltri: due adolescenti alle 7 del mattino non devono stare in stazione ma nella loro camera a dormire

Feltri ricorda che si è in attesa degli esami tossicologici per verificare se Giulia e Alessia avessero assunto droghe. Magari a loro insaputa, visto che i testimoni le hanno viste barcollanti e poco lucide.

Ma Feltri scrive: “Mi domando: non sono sufficienti lo stordimento di una notte trascorsa in discoteca, la stanchezza derivante dal non avere affatto dormito, essendo già le 7 del mattino, per motivare lo stato di confusione e di perdita di controllo delle minori? Dobbiamo sempre dare la colpa all’uomo nero, che versa sostanze stupefacenti nei drink? Non è stato nessun uomo nero ad ammazzare le sorelline. Giulia e Alessia, semplicemente, non avrebbero dovuto essere lì, da sole, raminghe, in una stazione ferroviaria, luogo notoriamente insidioso a qualsiasi latitudine e a qualsiasi età, alle 7 del mattino, lontane da casa, senza un adulto di riferimento, in balia di qualunque genere di rischio, semmai avrebbero dovuto essere nelle loro camerette a dormire, o al massimo in cucina, appena sveglie e in procinto di fare la prima colazione”.

Sì ai balli in discoteca ma con un minimo di regole

Nessuno – prosegue Feltri – osa dire queste semplici parole di buon senso che invece lui vuole dire non per colpevolizzare i genitori ma per tirarsi fuori dal coro del “buonismo tossico e ottuso“. Questo – specifica – non per dire che occorre vietare agli adolescenti di frequentare le discoteche ma per sottolineare che esistono delle regole, regole che contempla “un orario decente entro il quale rincasare, il famoso “coprifuoco” che evidentemente oggi è desueto”.

Feltri: gli adolescenti non sono adulti compiuti e vanno tutelati

Gli adolescenti vanno dunque trattati da adolescenti. “Per quanto un giovane possa essere ritenuto responsabile ed esserlo, egli è e resta – conclude Feltri – un essere uomo ancora non compiuto, senza esperienza, inconsapevole delle storture e delle insidie del mondo, quindi è soggetto da tutelare”.

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