Aumento record del prezzo del gas: tocca i 317 euro. L’impatto sull’energia elettrica

25 Ago 2022 15:40 - di Mia Fenice
gas

Il prezzo del gas è ormai fuori controllo. Il livello record toccato in queste ore, 317 euro, è un numero pieno di conseguenze. Quando si guarda agli effetti sull’economia reale, sulle attività di tutti i giorni, si pensa immediatamente ai fornelli e ai riscaldamenti, a tutte le utenze che sono alimentate dal gas. Ma l’impatto più rilevante, in Italia, è quello che riguarda l’energia elettrica. Ecco perché le implicazioni dell’aumento del prezzo del gas vanno molto oltre quelle che riguardano il consumo di gas. E rischiano di mettere in seria difficoltà le famiglie e di bloccare l’attività produttiva, con le imprese che per lavorare sono costrette a fronteggiare costi sempre più insostenibili.

Gas alle stelle

Il problema è che il gas è la fonte dominante nel mix della generazione elettrica e che quindi l’aumento del costo di approvvigionamento del gas naturale determina forti ripercussioni sul mercato elettrico. Oggi il costo è pari a 0,276 €/kWh, secondo la tariffa regolata da Arera, l’Autorità per l’energia, nel mercato tutelato. Il costo kWh nel mercato libero viene invece stabilito dai singoli fornitori di energia elettrica. Nell’aggiornamento delle tariffe di ottobre, viste le quotazioni del gas, sarà inevitabile un ulteriore, consistente, rialzo anche per la luce.

In arrivo rialzi dei costi della luce

Anche parlando di energia elettrica, le indicazioni più significative arrivano dalle quotazioni in Europa, anche per quanto riguarda le proporzioni del problema: l’elettricità costa ormai più di 600 euro al MWh, quando il costo medio nell’ultimo decennio è sempre rimasto tra i 20 e i 30 euro al MWh.

Le proposte in campagna elettorale

Di fronte a questo scenario, anche le proposte dei partiti in campagna elettorale si stanno adeguando. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, è favorevole a soluzioni europee e non nazionali. Le società che gestiscono l’energia in Italia, ha evidenziato, «sono quotate in Borsa e non nazionalizzate». Quindi, «che facciamo? Mettiamo noi i soldi poi per far comprare a cento l’energia alle società dei Paesi Ue con cui siamo interconnessi?». Con un tetto europeo, meglio anche secondo il premier Mario Draghi, o con un tetto italiano, come suggerisce da tempo il leader degli industriali Carlo Bonomi, il tema del costo del gas, e soprattutto di quello connesso dell’energia elettrica, va affrontato rapidamente.

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