A finire in ginocchio e a chiedere pietà ora è Ruberti: «Ho detto cose che non farei mai»

20 Ago 2022 11:25 - di Liliana Giobbi
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Urla, minacce, insulti, «inginocchiati». Albino Ruberti è passato dal paradisiaco Campidoglio all’inferno, E lì, lasciate ogni speranza voi che entrate. Imbarazzi nel Pd, Letta con la testa chinata, le dimissioni (scontatissime). E il tentativo un po’ goffo di dare tutta la colpa al dio pallone. Magari a Totti o Ciro Immobile, Oppure, andando indietro nel tempo, a Falcao o a Chinaglia. Alla fine a inginocchiarsi e a chiedere pietà è proprio lui, Ruberti. E lo fa in un’intervista al “Corriere della Sera”.

Ruberti: «Sono volate parole grosse»

«Ognuno di noi in momenti di rabbia grida cose che non farebbe mai», dice l’ex capo di Gabinetto del sindaco di Roma Roberto Gualtieri. «C’era stato un contrasto a cena. Avevo fatto una battuta infelice, avevo detto a uno presente che aveva bevuto troppo. Si è sentito offeso, ha reagito male. Mi ha aggredito, sono volate parole grosse e un altro ha fatto da paciere».

Da che nasce la frase “mi ti compro”

Di cosa si è parlato a tavola? «Di calcio», ribadisce Ruberti. Anche se si fa fatica a credere che un uomo delle istituzioni possa inalberarsi tanto per i giallorossi o per i biancocelesti.  Vladimiro De Angelis «era intervenuto per sedare la rissa. E dal suo punto di vista, un uomo di affari, era una perdita di tempo per una stupidaggine. Da lì la frase “mi ti compro”». Alla domanda se avesse ricevuto le scuse in ginocchio, Ruberti risponde: “No. Me me sono andato. E il giorno dopo ho chiesto scusa. È una cosa ormai chiarita, vecchia di due mesi. Dispiace sia stata tirata fuori ora. Mi sono dimesso per evitare strumentalizzazioni».

Ruberti: «È andata a finire così»

«Il calcio si è mescolato alla politica ed è andata a finire così», continua Ruberti. «Parlavamo della Roma e della Lazio. Poi la situazione è degenerata quando al pallone si è mischiata la situazione politica del frusinate. E le chiacchiere sulle prossime Regionali. Se non ci credete… non posso mica inventarmi cose non successe». Per Ruberti non c’è stata alcuna «questione amministrativa. Nessun episodio di corruzione, figuriamoci. Era solo calcio. Il filmato? Non so chi l’abbia girato».

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